Quotidiani locali

Cibi, bevande e calzature attacco ai mercati esteri

Due giorni di incontri nella sede di Confindustria con importatori inglesi, coreani, americani e giapponesi. Arrigo Cipriani: «Diamo visibilità ai prodotti veneziani»

Pasta, dolciumi, vino, birra, caffè, liquori, aceto balsamico e calzature, tutto rigorosamente “made in Venice” all’attacco per aprire e consolidare nuovi mercati, cominciando dall’Inghilterra, malgrado la Brexit, per cibo e bevane (food & beverage) e da Giappone, Corea del Sud e anche negli Stati Uniti d’America del neo-protezionista presidente Donald Trump.

Per sfruttare tutte le opportunità date dalla ripresa produttiva e la continua crescita dell’export, nella sede di Confindustria al Parco Vega di Marghera per due giorni si sono dati appuntamento imprenditori veneziani e importatori stranieri per accompagnare le imprese locali nel difficile ma inevitabile processo di internazionalizzazione delle proprie attività e prodotti. I due giorni di incontri nella sede di Confindustria nelle aziende presenti all’evento sono stati organizzati da Confindustria Venezia Rovigo (che conta 132 mila imprese iscritte) e dalla Camera di Commercio Venezia Rovigo Delta Lagunare, con il supporto dell’Istituto per il Commercio Estero (Ice). A presentare l’iniziativa, ieri mattina a Confindustria c’erano Alberto Capurro direttore generale di Camera Servizi srl (società della Canmera di Commercio Delta Lagunare) e due noti imprenditori veneziani, entrambi delegati all’internazionalizzazione per Confindustria; Arrigo Cipriani, il più famoso ristoratore veneziano che attraverso Cipriani Food produce direttamente pane, pasta, formaggi freschi e stagionati e dolci non solo per i suoi locali ma li commercializza anche all’esterno e Raffaele Dammico, presidente del consorzio Invexport e è titolare dell’azienda che produce la Pasta Borella.

«Questi due giorni di incontri con i potenziali importatori dei nostri prodotto – ha spiegato Arrigo Cipriani – sono un’occasione molto importante perché permette agli associati di Confindustria di avere un primo e fondamentale approccio con mercati e Paesi di assoluto interesse. Le aziende veneziane chiedono un forte sostegno nel processo di internazionalizzazione e noi, come Confindustria, ci stiamo muovendo per dare a tutto il sistema industriale la visibilità necessaria a mostrare al mondo la vitalità delle nostre aziende e dei nostri prodotti, a cominciare dall’Inghilterra che nonostante la Brexit resta un buono e promettente mercato». A presentare i loro prodotti di “food e beverage”, oltre a Cipriani, i sono importante aziende del settore come La Pasta Borrella; l’Acetaia Ducale Estense che produce a Quarto d’Altino aceto balsamico crudo con una ricetta che ha 500 anni è fa concorrenza all’aceto cotto modenese; il caffè dell’Antica Tostatura Triestina che ha una sede anche a Venezia; il birrificio artigianale Bav di Martellago avviato quattro anni fa dal giovane Liotto Rudy di Tessera; i vini della Cantina Levorato di Dolo e delle Vigne del Bosco di Olmè (Ceggia); i biscotti e altri prodotti delle Dolcerie Veneziane e dellas Mg Biscotteria Veneziana Carmelina Palmisano; i liquori (limocello, arancello e liquirizia) prodotti da La Vera da Pozzo a Spina da una giovane azienda che sfrutta una vecchia ricetta di casa.

«In una fase in cui cominciamo a intravedere i primi segnali di ripresa – ha commentato Raffaele Dammicco Presidente del Consorzio Invexport - è più che mai necessario puntare su nuovi mercati, creando opportunità commerciali per le nostre aziende. Abbiamo selezionato comparti produttivi che rappresentano vere eccellenze del nostro territorio nei confronti delle quali l’impegno di Confindustria Delta Lagunare nel promuovere l’interscambio con altri Paesi è sempre maggiore affinché si possano offrire concrete possibilità di fare affari». L’impegno della Camera di Commercio per conquistare nuovi mercati esteri e rafforzare quelli in cui si è già presenti è stato ribadito da Alberto Capuzzo: «Intendiamo promuovere non solo i prodotti della filiera agroalimentare, ma un sistema territoriale integrato offrendo opportunità di business alle nostre imprese che rappresentano una realtà rilevante per le province di Venezia e Rovigo e
tutto il Veneto. Incontri di questo genere sono utili alle relazioni e alla visibilità delle nostre imprese, e a dare quel valore aggiunto alle nostre eccellenze produttive che solo la storia, la cultura e le tradizioni del nostro territorio possono dare».

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