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Profughi, Zampieri attacca (smentito) sui costi

Il sindaco: «Servizio Sprar pagato dai Comuni». Vendramin: «Falso, neanche un cent»

CAMPOLONGO. «Sono stato invitato come sindaco ad una manifestazione di un partito per informare i cittadini, cosa alla quale mi sono attenuto con trasparenza ed onestà. Non credo che demonizzando gli avversari o dando interpretazioni capziose alle cose si contribuisca a calmare gli animi o si risolvano i problemi», Il sindaco Andrea Zampieri sta cercando di calmare le acque dopo le accuse arrivate da più parti per la sua partecipazione a una protesta organizzata da un partito, la Lega Nord, contro sette richiedenti asilo arrivati a Bojon.

Lo fa specialmente dopo le accuse di aver provocato proprio lui quella situazione, non aderendo al programma Sprar (Servizio protezione richiedenti asilo) e lasciando così via libera ai privati. «Dico no al piano di ricollocamento Sprar, come già dissi al Prefetto», dice Zampieri, «non è una posizione ideologica ma un giusto e necessario realismo amministrativo: non abbiamo strutture libere, i costi in risorse umane ed economici immediati e potenziali ci costringerebbero a ridurre i servizi alle persone o aumentare le tariffe. Di fronte a questo non credo di poter né di dover aderire allo Sprar».

Zampieri poi rincara la dose: «Non è vero che lo Sprar protegge il Comune dall’arrivo di ulteriori profughi . Basta vedere cosa succede nei comuni che hanno aderito, non a caso il sindaco di Prato, responsabile immigrazione dell’associazione dei comuni, ha invitato il governo a rispettare la percentuale di salvaguardia dei richiedenti asilo in rapporto ai residenti».

Le parole di Zampieri, però, vengono smentite su tutta la linea da un “tecnico”: Francesco Vendramin, direttore del dormitorio di Marghera della Caritas, e per anni direttore a Mira della casa di prima accoglienza San Raffaele. «Il sindaco Zampieri dice delle cose non vere», spiega Vendramin, «specie dal punto di vista dei costi».

«Non è assolutamente vero infatti, che il costo dei migranti aderendo a Sprar sia a carico dei Comuni costretti poi a ridurre i servizi ai cittadini. È falso. I costi dell’accoglienza vengono tutti coperti da corposi contributi europei come ad esempio il bonus accoglienza».

«È vero», continua, «che Sprar non mette al riparo al 100% da altri arrivi,
ma è anche vero che il Prefetto saprà mediare indirizzando eventuali nuovi collocamenti in comuni in cui i profughi non ci sono. Insomma, con Sprar si ha voce in capitolo. Se non si aderisce si apre il campo ai privati senza poter fare nulla. Come successo a Bojon». (a. ab.)

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