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NOALE 

Inaugurata la casa alloggio ospiterà dieci disabili

NOALE. Noale ha la sua casa-alloggio per disabili denominata “Dopo di noi” e diverrà punto di riferimento non solo per il comune ma per l’intera zona attorno. Sorge in via Salvo d’Acquisto, nata...

NOALE. Noale ha la sua casa-alloggio per disabili denominata “Dopo di noi” e diverrà punto di riferimento non solo per il comune ma per l’intera zona attorno. Sorge in via Salvo d’Acquisto, nata dopo un lavoro fatto con l’associazione genitori “La nostra famiglia”, che per 25 anni avrà in gestione il servizio.

Sabato c’è stato il taglio del nastro dell’edificio, nato un po’ alla volta da quel marzo 2014 quando fu messa la prima pietra. In mezzo, 550 mila euro, tanto lavoro e solidarietà di parecchi volontari per costruirla. Sorge nei terreni dove sarebbe dovuto sorgere il polo tecnologico di Aprilia, ha una superficie di 500 metri quadrati, all’interno di un’area verde di 17 mila metri.

Un progetto avviato nel 2010, quando a Noale c’era la giunta di Michele Celeghin, che ha dato il testimone al suo successore, Patrizia Andreotti, per seguire le fasi. «Non vedo l’ora», dice l’assessore ai Servizi alla persona Gianni Zen, «che la casa abbia i suoi primi abitanti. Noale deve far diventare la struttura un punto di riferimento in cui le barriere tra “normalità” e disabilità sono abbattute». Sarà ad uso per le famiglie di Noale, Martellago, Salzano e Santa Maria di Sala, secondo un’esigenza avanzata dall’Usl 3.

Gli ospiti, una decina, rimarranno all’interno della comunità senza essere sradicati dal territorio. «Abbiamo dato vita un’opera» aggiunge Celeghin ora capogruppo di “Noalesi al centro”, «che contribuirà alla crescita della nostra comunità. Con la mia maggioranza, nel 2009 abbiamo creduto a questo progetto e ora dalle pietre si passa alle persone. Un grazie sentito all’associazione genitori de “La nostra famiglia” e alla società di Noale per creduto con noi a questo importante obiettivo sociale». Al progetto hanno collaborato molte realtà del territorio pubbliche e del privato sociale ma pure singoli cittadini e famiglie. Ora sarà compito dell’associazione completare l’arredamento interno e la parte esterna,
in modo che la casa sia abitabile e funzionale in tempi rapidi. «Siamo consapevoli» spiega Andreotti «che in questi importanti progetti i Comuni sono un po’ in frontiera e un po’ in trincea e hanno la necessità di essere sostenuti da chi governa».

Alessandro Ragazzo

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