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Famiglia distrutta, il bimbo torna a casa

Il superstite di sette anni ha saputo della morte dei genitori e del fratellino. La sindaca Aliprandi: «Ora silenzio»

MEOLO. È ritornato a casa l’unico superstite della tragedia della Solfatara di Pozzuoli. Il piccolo di 7 anni, secondogenito della famiglia Carrer, ha fatto rientro a Meolo, dove viveva con la madre Tiziana Zaramella, il padre Massimiliano Carrer e il fratellino Lorenzo, tutti morti nella tragica visita alla Solfatara. Ad accompagnare il bambino nel viaggio verso casa sono stati la nonna materna e gli zii, che erano accorsi a Pozzuoli. La notizia della partenza del piccolo e dei suoi familiari è arrivata dalla Campania nel tardo pomeriggio, dopo una giornata che a Meolo era trascorsa senza notizie.

La partenza è avvenuta dopo che nella mattinata di ieri sono terminati i primi accertamenti richiesti dalla magistratura. Ma questo non vuol dire che la data dei funerali sia imminente. Secondo quanto si è apprende, i familiari dei coniugi Carrer dovranno tornare a Napoli, appena ultimate le perizie tecniche, per procedere al riconoscimento delle salme, che poi saranno sottoposte all’esame autoptico.

I familiari sono stati ospitati dal Comune di Pozzuoli in un albergo della città. L’amministrazione ha anche già incaricato un’impresa funebre per provvedere al trasferimento delle salme verso Meolo, non appena arriverà il via libera della magistratura.

Intanto per la tragedia della Solfatara, adesso è il momento del silenzio. A chiedere il riserbo e il rispetto per il loro dolore sono i familiari delle tre vittime. Dalla Campania è rimbalzata nel Basso Piave una notizia che aggiunge altro dolore al dolore. Al piccolo di 7 anni è stata raccontata la tremenda verità sulla scomparsa dei genitori e del fratellino di 11 anni. Una notizia che, purtroppo, i familiari non potevano più tenere nascosta e che gli è stata raccontata, con tutta la delicatezza del caso, con l’ausilio degli psicologi.

«In questo momento i parenti chiedono il silenzio», spiega la sindaca di Meolo, Loretta Aliprandi, «anche nell’ultima telefonata con loro mi hanno esplicitato questo bisogno di tranquillità, di rimanere un po’ nell’ombra. Hanno questo bisogno di stare tra di loro, al di fuori di tutto quello che è l’impatto mediatico che sta avendo questa vicenda». Nel frattempo i due Comuni si stanno già preparando sul piano organizzativo, per fronteggiare il grande afflusso di persone che vorranno partecipare alle esequie. Anche se ancora non è chiaro se i funerali si terranno a Meolo o a Fossalta di Piave. Intanto, oltre che nel Basso Piave, la rete della solidarietà si è mobilitata anche in Campania.

Stanno infatti già partendo le prime iniziative di solidarietà. Come quella lanciata nei giorni scorsi dal sito Visit Naples, portale di viaggi e guida turistica on line della città partenopea. L’idea
è di promuovere una raccolta di fondi per sostenere il piccolo, magari anche attraverso l’istituzione di una borsa di studio. L’iniziativa è per il momento stata solo prospettata, in attesa di concordarne l’eventuale sviluppo con i diretti interessati.

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