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Certificato irregolare a Cinto due bimbi esclusi dalla materna

I genitori avevano inviato una raccomandata, la dirigenza chiedeva copia della prenotazione dei vaccini: le famiglie si sono rivolti a un legale. Almeno 18 i piccoli ritirati da altre scuole materne

Due bambini iscritti alla scuola materna dell’Istituto comprensivo Ippolito Nievo di Cinto Caomaggiore sono stati respinti dal dirigente scolastico Elci Vida, che ha notificato alle famiglie il provvedimento di negazione all’accesso. Lo denuncia l’avvocato di Latisana Giorgia Tripoli, appartenente al Foro di Udine, cui si sono rivolte le mamme dei due piccoli alunni. I genitori avrebbero presentato una raccomandata in cui facevano presente di prendere appuntamento con l’Asl per poter vaccinare i propri figli. Alla dirigenza scolastica non bastava, si chiedeva copia cartacea della prenotazione, ma questa non si può ottenere, perché ci si prenota per le vaccinazioni solo al telefono. «La legge però sostiene» dice l’avvocato Tripoli «che basta una formale richiesta di vaccinazione, contenuta anche in una raccomandata, cosa che la mia assistita ha prodotto. Quindi abbiamo impugnato il provvedimento».

Dall’amministrazione comunale però fanno sapere che il caso si sta ridimensionando e che presto le famiglie coinvolte dovrebbero presentare una documentazione più approfondita, ma sono soltanto “rumors”. Il respingimento dei due bambini di Cinto accende le polemiche anche nel territorio portogruarese sulla legge Lorenzin che riguarda l’obbligo vaccinale. Infatti c’è un conflitto evidente tra il diritto alla salute e quello allo studio. «Il provvedimento di negazione dell’accesso scolastico» conclude l’avvocato Tripoli «è stato comunicato a voce, inizialmente, dalle segretarie del dirigente. I genitori, nella lettera con cui hanno preso appuntamento all’Asl, hanno inserito il termine “eventuale vaccinazione” (contestato dalla scuola, ndr) perché spetta al medico vaccinatore stabilire se il bambino può vaccinarsi e quali vaccini andrebbero somministrati».

Altri bambini ritirati. L’effetto “vaccini obbligatori” nelle scuole sta provocando un incremento dei ritiri e la permanenza a casa di numerosi bambini. Lo dicono i dati offerti dalla Federazione italiana scuole materne, le strutture paritarie che in provincia di Venezia sono 130 e accolgono complessivamente circa 12 mila iscritti tra nidi e scuola dell’infanzia. Sulle prime 43 strutture della Fism monitorate, e un totale di 3.700 bambini, già 18 sono quelli ritirati e 35 quelli che non sono stati portati dai genitori. «Siamo saliti all’1,6 per cento», spiega Stefano Cecchin, presidente regionale e per Venezia della Fism. «Famiglie che si sono evidentemente dirottate su sedi private o parentali, o che sono in ferie o stanno aspettando l’esito dei ricorsi per decidere cosa fare. Sarebbe importante avere gli elenchi dalle aziende sanitarie, visto che li abbiamo consegnati a maggio ma nulla ci è tornato indietro con riferimenti a chi si sia vaccinato oppure no. Sarebbe importante una maggiore collaborazione con le aziende sanitarie e la Regione». Situazione tranquilla nelle scuole e nei nidi del Comune di Venezia, ma tra i genitori c’è ancora molta confusione tra chi pensa serva la copia autenticata dalla Usl del libretto vaccinale e chi ancora non riesce a divincolarsi tra autocertificazioni e prenotazioni dei vaccini.

Sabato corteo a Venezia. Anche dal Corvelva, il Coordinamento veneto per la libertà di vaccinazione, è arrivata la conferma che non ci sono stati problemi o tensioni in provincia di Venezia. «Notiamo un aumento di ritiri dalle scuole per spostarsi in sedi private o parentali» afferma Mattia Marchi, coordinatore per Venezia del Corvelva. «Eventuali situazioni ambigue si sono invece risolte, e il dialogo tra scuola e famiglia ha prevalso». Sabato alle 16.30 sono intanto attese migliaia di persone a Venezia per la manifestazione organizzata da un gruppo di famiglie di Venezia e Mestre che si oppongono all’obbligo dei vaccini. Si raduneranno nel piazzale antistante la stazione di Santa
Lucia, e rimarranno sedute per ascoltare gli interventi previsti. Alle 18.30 partirà un corteo che si concluderà alle Zattere con tanto di fiaccolata con torce elettriche. In arrivo delegazioni da tutto il Veneto, da Francia, Stati Uniti e forse Polonia.

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