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L’addio alla moglie del sindaco «Tenetemi sempre nel cuore»

Chioggia. Il marito ha ricordato in una chiesa gremita le ultime parole della consorte, morta a 38 anni Emozionato il vescovo Tessarollo ha raccontato di aver perso la madre quando era ancora bambino

CHIOGGIA. La piccola chiesa parrocchiale di Sant’Anna non riesce ad accogliere tutte le persone che hanno voluto essere presenti per l’ultimo saluto a Sara Crivellari, moglie del sindaco di Chioggia Alessandro Ferro, morta a soli 38 anni a causa di una rara forma di leucemia.

Ci sono le autorità civili e militari, ma c’è soprattutto tutta la frazione di Sant’Anna, dove Sara viveva con il marito e la piccola Beatrice, voluta fortemente nonostante la malattia. Davanti si siedono le autorità. Ci sono tutti i consiglieri comunali e gli assessori del Movimento 5 Stelle, accanto ai quali si accomodano anche la consigliera regionale e compaesana di Sara ed Alessandro Ferro, Erika Baldin e c’è pure il parlamentare Federico D’Incà. A rappresentare il Movimento 5 Stelle ci sono anche il senatore Enrico Cappelletti ed i consiglieri regionali Manuel Brusco e Jacopo Berti. Presenti inoltre l’ex sindaco Giuseppe Casson, Barbara Penzo e Terry Manfrin del PD e Marcellina Segantin di Chioggia Viva. Tra la gente spuntano le fasce tricolori del sindaco di Cona, Alberto Panfilio e del sindaco di Vigonovo, Andrea Danieletto ed il consigliere Maurizio Crovato in rappresentanza del comune di Venezia.

Ad officiare la messa il vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, assieme al direttore del seminario don Danilo Marin, al direttore della Caritas don Marino Callegari, oltre al parroco di Sant’Anna don Giovanni Natoli. La chiesa è già piena di gente mezz’ora prima della funzione, il feretro arriva con un quarto d’ora d’anticipo. Il vescovo nella sua omelia si rifà al salmo responsoriale.

«Affidarsi al Signore», dice, «significa vedere un po’ di luce laddove sembra ci siano solo tenebre». Sara strappata alla vita a soli 38 anni. «La vita che ci riserva il Signore», afferma ancora il vescovo, «non sempre corrisponde al nostro tempo terreno», quindi si lascia andare ad un piccolo ricordo personale, di quando perse la mamma allorché era ancora un bambino. Fuori piove, anzi diluvia, ma nessuno sembra farci caso. È lo stesso sindaco, Alessandro Ferro, a voler leggere un breve ricordo della moglie. «A Sara», dice, «piaceva vivere e non si lamentava mai nemmeno durante la malattia, neanche quando si sottoponeva ad una serie interminabile di trasfusioni. Lei diceva che il suo lavoro era quello di fare la paziente e che la sua divisa erano i suoi venti pigiami che possedeva». Ferro si lancia nella cronistoria tragica degli ultimi anni di Sara Crivellari, dalla scoperta della malattia, alla speranza coltivata con il trapianto di midollo nel mese scorso all’ospedale di Vicenza, quindi le complicazioni che hanno reso vano il trapianto fino agli ultimi istanti di vita. «Mi ha accarezzato il viso», ricorda emozionato il marito, «e mi ha detto: “mi dispiace tanto, ti lascio solo, perdonami,
ti amo. Racconta a Beatrice di sua mamma, non scordatemi, vivete la vostra vita ma tenetemi sempre nel vostro cuore”» . Il feretro di Sara Crivellari (che sarà cremata) esce dalla chiesa. Fuori non piove più: anche il cielo ha esaurito le sue lacrime.

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