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Venezia 74, Leone d’Oro a “The shape of water” di Del Toro

Venezia 74, Leone d’Oro a “The shape of water” di Del Toro

La favola-musical del regista messicano conferma il pronostico e vola verso gli Oscar. Coppa Volpi a Charlotte Rampling

VENEZIA. Il Leone d’Oro della 74esima edizione della Mostra internazionale del cinema di Venezia va a “The shape of water” (in italiano “Il labirinto del fauno”, la favola-musical di Giullermo Del Toro.

Pronostici della vigilia tutto sommato confermati, con il film del regista messicano che ha la meglio sull’altro favorito della vigilia ovvero “Three billboards outside Ebbings, Missouri” di Martin McDonagh.

'Shape of water', il fantasy storico di Guillermo Del Toro Undici anni dopo 'Il labirinto del fauno' il regista messicano Guillermo Del Toro firma un film che mescola due sue grandi passioni il fantasy e il film storico. Con 'Shape of water' racconta la storia di Elisa (Sally Hawkins), una donna sorda nell'America della guerra fredda. Insieme alla collega Zelda (Octavia Spencer) scoprirà una creatura misteriosa, una sorta di uomo anfibio frutto degli esperimenti governativi degli anni Sessanta e stabilirà con lui un rapporto speciale. Il film, che nel cast ha anche Michael Shannon, Michael Stuhlbarg, sarà nelle sale americane l'8 dicembre.

“The shape of water” è una vera e propria favola-musical che incanta e fa sognare. Un capolavoro di musica, mistero, fumetto noir e sentimenti che guarda già di diritto agli Oscar.

Il film con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg e Octavia Spencer ci porta negli Stati Uniti del 1963 in piena guerra fredda dove è racchiuso un misterioso uomo-pesce.

Qui lo speciale sulla Mostra del cinema

«Il modo migliore per raccontare le cose, anche quelle serie, è la favola - dice il regista messicano de “Il labirinto del fauno” -. Verso le favole gli adulti non hanno difese. Appena gli dici “c'era una volta” tutti si lasciano andare».

Del Toro: "Porto a Venezia l'amore contro l'odio ma cerco ancora un gelato" Del Toro: "Porto a Venezia l'amore contro l'odio ma cerco ancora un gelato"Il regista messicano corre per il Leone d'oro con 'The Shape of Water', storia dell'incontro tra una donna delle pulizie muta e un uomo pesce divinità per il popolo amazzonico e mostro da sfruttare per il governo americano della Guerra fredda. Bravissima Sally Hawkins che si candida per la Coppa Volpi. Su Twitter Del Toro aveva lanciato un appello per sapere qual era la migliore gelateria di Venezia ma le troppe interviste non gliel'hanno fatta trovare. "Non ne ho bisogno - ammette - ma tornerò per mangiare tanti gelati".L'intervista di Chiara UgoliniMontaggio di Rocco Giurato

Il film, che in Italia sarà distribuito da Fox, ci porta in un laboratorio del governo americano che sembra disegnato per un fumetto di supereroi.

Qui troviamo Elisa (la straordinaria attrice inglese Hawkins) algida e sexy allo stesso tempo. Una donna delle pulizie muta («la principessa senza voce») che, con efficienza, va su e giù per il laboratorio insieme alla sua amica di colore Zelda (Spencer).

Ma in questa struttura, dove a comandare la sicurezza è il cinico Strickland (Shannon), vive una creatura mostruosa quanto affascinante, un dio-pesce-antropomorfo che alla fine riesce a comunicare ed anche amare, riamato, l'impacciata Elisa.

Venezia74, la videorecensione di "The shape of water" VENEZIA. Terzo film americano in concorso alla Mostra del Cinema è "The Shape of water", la favola politica di Guillermo del Toro. Un inno all'amore che supera i limiti di un'America repressa e razzista. Ce lo racconta il nostro critico Marco Contino. Qui notizie, videorecensioni, curiosità, video, foto dal Venezia74

The Shape of Water tratta «di vari argomenti - spiega ancora il regista de Il labirinto del fauno -. Si balla, si fa sesso e c'è anche una deriva politica, quella dell'amore che vince sulla paura. Certo c'è anche la favola della Bella e la bestia, ma qui non nella versione puritana. Elisa fa sesso, si masturba, e tutto questo in modo naturale».

È vero, aggiunge «il dio-pesce non ha un nome, volevo fosse così. È solo un essere che per molti è una cosa sporca e, per altri, un essere sacro, un pò come Teorema di Pasolini».

Guillermo Del Toro
Guillermo Del Toro

Per quanto riguarda il progetto su Pinocchio, dice Guillermo Del Toro: «sono dieci anni che cerco finanziamenti e ho già pronte marionette e disegni, ma per tutti i film che voglia fare mi complico sempre la vita. Ho avuto molte telefonate dagli Studios per il mio Pinocchio 'antifascistà (il film è ambientato in Italia tra le due guerre), ma poi non se ne fa più nulla».

Tra le curiosità, la bravissima Sally Hawkins aveva scritto prima di Del Toro una breve sceneggiatura per un corto in cui una donna si innamora di un Tritone: «quando mi ha chiamato Del Toro e mi ha detto del mio ruolo - ha detto l'attrice oggi al Lido, mi è cascato il telefono dalle mani».

Coppa Volpi: migliore attrice

La Coppa Volpi per la migliore attrice va a Charlotte Rampling protagonista del film “Hannah” di Andrea Pallaoro. Un intenso ritratto di dolore al femminile.

Charlotte Rampling
Charlotte Rampling

Il figlio rifiuta di farla partecipare al compleanno del nipotino, in carcere il marito dice di non farcela, in piscina le cancellano l’abbonamento: i segnali del rifiuto che Hannah subisce progressivamente da parte del mondo sembrano ferite di fronte alle quali la donna pare più astratta che indifferente…

La sua abitudine a indossare una maschera di normalità rasenta l’indifferenza per la realtà che la circonda ed è speculare alla cordiale indifferenza che tutto sommato le dimostra la donna a casa della quale ogni giorno si reca a lavorare, per prendersi cura del ragazzino cieco che gira per casa come un’anima in pena.

Venezia 74, qual è il segreto di "Hannah"? VENEZIA. Ultimo film italiano in concorso a Venezia74, "Hannah" di Pallaoro, dignitoso esempio di cinema d'autore con una diva internazionale come Charlotte Rampling. Qual è il segreto della protagonista? Ce ne parla il nostro critico Michele Gottardi . QUI Lo Speciale Mostra del cinema

Hanna è un corpo che recita quotidianamente e che la sera si ritrova a esercitarsi in un laboratorio teatrale.

Pallaoro lavora sul ritratto di questa donna (primo di una annunciata trilogia al femminile) affidando alla potente presenza di Charlotte Rampling la plastica visione di un dolore che matura progressivamente, assieme alla conquista di una coscienza che squarcia il velo di astrazione nel quale è stata avvolta l’intera sua vita coniugale.

Charlotte Rampling a Venezia 74, assolo per Pallaoro - clip Charlotte Rampling è protagonista assoluta nel film di Andrea Pallaoro, Hannah, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. L'opera seconda del regista di Trento, una coproduzione Italia-Belgio-Francia, racconta una donna alla deriva, che vive una solitudine e un dolore che va oltre il suo stesso essere sola e anziana

Il film si concentra totalmente sul ritratto, lasciando che gli eventi dai quali il personaggio risulta definito restino sullo sfondo, come tracce di una narrazione quasi estranea alla verità della protagonista. Lo stile è asciutto eppure caldo nella ricerca degli elementi scenici, della gestualità, delle situazioni in cui si sviluppa la drammaturgia.

Pallaoro gira come se fosse un Haneke a sangue caldo, definendo una dimensione morale per la messa in scena che si incarna totalmente nel suo sguardo sulla protagonista. Charlotte Rampling è letteralmente magistrale e si piazza di buon diritto in vetta alla lista del premio per l’interpretazione femminile. Il Concorso del resto si conclude oggi e ora tocca alla Giuria esprimersi.

TUTTI I PREMI:

Leone d'Oro al miglior film: "The shape of water", Gullermo del Toro

Leone d'Argento gran premio della Giuria: "Foxtrot", Samuel Maoz

Venezia 74, 'Foxtrot', tragedia israeliana in tre atti In concorso alla Mostra del Cinema l'israeliano Foxtrot di Samuel Maoz, già Leone d'Oro nel 2008 proprio a Venezia con Lebanon. Diviso in tre parti, il film racconta di un padre, una madre e un figlio. "Volevo fare un viaggio emotivo diviso in tre sequenze - ha spiegato il regista - la prima choccante, la seconda soffice e calorosa e la terza, infine, commovente. Una sorta di tragedia greca in tre atti"

Leone d'Argento per la migliore regia: Jusq'a la garde, Xavier Legrand

Venezia 74, "Jasq'a la garde" chiude il concorso VENEZIA"Jusqu'à la garde" di Xavier Legrand è l'ultimo film in concorso a Venezia 74. Il critico Marco Contino ci presenta in 90 secondi quest'opera prima di Xavier Lagrand, che racconta la separazione tra due coniugi, tra l'affidamento dei figli e la minaccia di femminicidio. QUI Lo Speciale Mostra del Cinema

Leone d'Oro alla carriera: Jane Fonda e Robert Redford

Venezia, Leone d'oro per Robert Redford e Jane Fonda: la commozione dell'attrice I due attori, Robert Redford e Jane Fonda, hanno ricevuto i Leoni d'oro alla carriera in occasione della 74esima Mostra del Cinema di Venezia. Sul palco al momento della consegna dei due premi, il pubblico si è alzato in piedi per rendere omaggio ai due attori, una standing ovation che ha fatto commuovere Jane Fonda

Coppa Volpi migliore interpretazione femminile: Charlotte Rampling

Coppa Volpi miglior interpretazione maschile: Kamel El Basha, "The insult"

Ziad Doueiri presenta 'The Insult', quell'odio sopito nel Libano odierno Quanto può un insulto far capire il destino di un paese complicato come il Libano? Tanto se si vede 'The Insult' di Ziad Doueiri, film franco-libanese in concorso a Venezia e applaudito dalla stampa. Un legal-drama pieno di ritmo e buona scrittura su un contenzioso futile: un tubo di scarico di un balcone non a norma. Il balcone è di proprietà di Toni (Adel Karam), libanese cristiano che fa il meccanico e vive con la bella moglie incinta. Il capomastro palestinese Yasser (Kamel El Basha) viene invitato da Toni a risolvere il problema, ma alla frase "Sharon doveva sterminarvi tutti" esplode e con un pugno rompe due costole all'uomo. La vicenda finisce in tribunale, ma il processo, nato in sordina, diventa protagonista sui mass media. Yasser, arrestato, scoprirà che dietro l'odio di Toni verso i palestinesi c'è un pezzo di storia di questo paese che non si è mai davvero pacificato. Entrambi dovranno riconsiderare la loro vita e i loro pregiudizi. A produrre il film Julie Gayet, compagna di Hollande.

Premio miglior sceneggiatura: "Three billboards outside Ebbing, Missouri", Martin McDonagh

Venezia, "Three billboards outside Edding" profumo di Leone VENEZIA. Il nostro critico Michele Gottardi presenta "Three billboards outside Ebbing, Missouri" mostra la costanza di una madre e la violenza nascosta dell'America: imperdibile.Qui lo Speciale Mostra del Cinema

Premio speciale della Giuria: "Sweet Country", WarwickThornton (AUS)

Premio Marcello Mastroianni miglior giovane attore: Charlie Plummer, Lean on Pete

Premio Orizzoni per il miglior film: "Nico, 1988", Susanna Nicchiarelli

Premio Orizzonti per la migliore regia: "Bedoune Tarikh, Bedoune Emza", Vahid Jalivand

Premi Speciale Orizzonti: "Caniba", Verena Caravel e Lucién Castaing-Taylor

Premi Orizzoni per la migliore interpretazione femminile: Lyna Khoudri, Les bien heureux

Premi Orizzonti migliore interpretazione maschile: Navid Mohammadzadeh per "No date, no signature"

Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura: "Los versos del olvido", Alireza Khatami

Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio: "Gros Chagrin", Céline Devaux

Premio Opera Prima - Leone del Futuro: "Jusqu'a la garde", Xavier Legrand

Miglior documentario sul cinema: "The Prince and the Dybbuk", Elvira Niewiera e Piotr Rosolowski (POL)

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REALTA' VIRTUALE

Arden's wake (Expanded), film...
Arden's wake (Expanded), film d'animazione in VR

Migliore opera della prima edizione dedicata alla realtà virtuale: "Arden's wake (Expanded)"

Venezia 74, premiata la "Camera insabbiata" di Laurie Anderson in VR "La camera insabbiata" di Laurie Anderson è un'opera di realtà virtuale in cui lo spettatore vola attraverso un'enorme struttura fatta di parole, disegni e racconti. E' stata premiata alla Mostra del cinema

Il premio migliore esperienza VR: "La camera insabbiata", Laurie Anderson e Hsin-Chien Huang (USA)

Il premio migliore storia VR: Bloodless, Gina Kim (Corea del Sud)

Venezia 74, Bloodless la migliore storia in realtà virtuale Bloodless di Gina Kim è un film in realtà virtuale di 12 minuti che tratta delle prostitute al servizio di una "camptown" dell'esercito statunitense di stanza in Corea del Sud a partire dagli anni Cinquanta

La sezione del cinema virtuale, nell'isola del Lazzaretto Vecchio, è stata la vera novità di questa edizione. Abbiamo provato, nel video qui sotto, a raccontarvi questa nuova dimensione della fruizione tra cinema a 360 gradi, installazioni ed esperienze di stand-up

La mostra di Venezia sperimenta il cinema virtuale: ecco come funziona La realtà virtuale e aumentata applicate al cinema (ma più in generale al campo delle arti) segnano una svolta tecnologica e di fruizione incredibili. Ecco il nostro racconto del cinema virtuale alla Mostra di Venezia, intervallato dai trailer di molti dei film in concorso (Paolo Cagnan)

 

 

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