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Paratoie Mose, si apre il fronte Arsenale

Un palazzo in ferro e cemento grande come il Ducale potrebbe sorgere nell’area Nord. Il Forum si appella al Capo dello Stato

Un edificio grande come palazzo Ducale. Ma fatto di cemento e lamiera. Potrebbe essere costruito presto in mezzo all’Arsenale Nord, per ospitare la manutenzione del Mose e contenere fino a 7 paratoie alla volta. Un’altra emergenza sul ciclopico progetto delle dighe mobili. Che potrebbe trasformare definitivamente la parte settentrionale del complesso monumentale. L’allarme viene dalle associazioni riunite nel Forum Arsenale. Che hanno inviato un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministero dei Beni culturali e alle autorità che si occupano di paesaggio e di salvaguardia. Progetto pronto a partire. Approvato lo scorso anno con una maggioranza risicata e tante polemiche dalla commissione di Salvaguardia. La stessa che aveva dato nel 2007, quando il Consorzio Venezia Nuova di Giovanni Mazzacurati dettava legge, il via libera all’occupazione dell’area. Con una semplice «presa d’atto» firmata dal presidente della Regione Giancarlo Galan, con il via libera di Maria Giovanna Piva, presidente del Magistrato alle Acque. Entrambi poi coinvolti nell’inchiesta Mose. Non era bastata l’opposizione del Comune e della Municipalità. E nemmeno il fatto che dal punto di vista urbanistico la destinazione d’uso fosse in contrasto con i Piani particolareggiati.

Eppure dal punto di vista ambientale e lavorativo sarebbe stato più utile – e anche più economico – attrezzare quel cantiere a Marghera, in un’area disponibile di 108 ettari. «C’erano anche i soldi per la bonifica», dice oggi Stefano Boato, docente Iuav, ex rappresentante del ministero per l’Ambiente in Salvaguardia.

Nel frattempo la macchina per trasformare l’area degli storici bacini di carenaggio nel «magazzino del Mose» non si è fermata. Progetti per i nuovi edifici sono stati presentati alla Salvaguardia, ottenendo il via libera pur fra mille polemiche. «Adesso rischiamo di vedere attuata un’altra grande opera inutile», dice Boato, «che modificherà il paesaggio dell’area. Come Forum Arsenale non rinunceremo a batterci perché l’Arsenale venga restituito alla città e non venga ridotto a discarica del Mose».

Da anni dietro la mura merlate dell’Arsenale, verso le Vignole, campeggiano strutture più adatte a un parcheggio di periferia che alla laguna. Guard-rail e cemento dappertutto. Per consentire lavori pesanti. E costruire gli ormeggi dedicati ai jack-up. Le navi da 52 milioni di euro dovevano essere due, secondo i progetti di Mazzacurati e del presidente del Magistrato Patrizio Cuccioletta, entrambi poi arrestati per le tangenti Mose. Con l’arrivo dei tre commissari inviati da Cantone dopo lo scandalo Mose le navi sono state ridotte a una. Ma la sopravvissuta non ha mai cominciato il suo servizio. Da tre anni è ormeggiata all’Arsenale, perché non ancora funzionante.

La proposta dei Forum, condivisa dal movimento ambientalista, è quella di spostare la centrale della manutenzione a Marghera. «In questo modo», dice Boato, «si libererebbe un’area preziosa, che il governo ha dato alla città». E si eviterebbero
altri danni collaterali del Mose. Come la trasformazione dell’area dei bacini in cantiere per la pulizia delle paratoie e la loro verniciatura. Un’opera infinita e costosissima, perché ogni mese come da progetto una delle 79 paratoie andrà sostituita.

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