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Donna buttafuori. «Ma non ho perso la mia femminilità»

A Jesolo Marina Pavan e la sua esperienza di guardia del corpo «Essere donne è un vantaggio, non ho mai usato la forza»

JESOLO. Un metro e 80 centimetri per 72 chili di muscoli e femminilità. Marina Pavan è una guardia del corpo e addetta alla sicurezza nei locali di Jesolo e del Veneto. Originaria di Jesolo, residente e Mira, nel suo settore, tradizionalmente maschile, si sta affermando come una celebrità. Ha praticato arti marziali, dalla boxe thailandese a judo e karate, si tiene in forma con ore di palestra e lavoro ai pesi, ma è con la calma e con la parola che ha sedato risse e calmato energumeni inferociti che sono rimasti ipnotizzati dalla sua presenza.

Stanotte sarà al King’s durante l’esibizione del notissimo imprenditore e influencer Gianluca Vacchi, ma ha lavorato anche al Muretto e in occasione di feste ed eventi, oltre a fare la guardia del corpo. Suona strano che una donna possa farsi largo in questo ambiente machista e muscolare, eppure è quello che sta accadendo. «Intanto, quando un uomo si vede una donna davanti in questi frangenti», premette, «sicuramente è stupito e ha anche un po’ di riguardo ad alzare la mani. È una sorta di blocco psicologico che lo coglie. Questo può giocare a mio vantaggio. Le prime volte non è stato facile, soprattutto in locali affollati, con la ressa che ti mette inizialmente una certa paura. Mi sono trovata a vivere situazioni complicate, ma mai ho dovuto ricorrere alle mani e alla violenza».

In un settore sempre più delicato, in cui corsi e specializzazioni iniziano a fare la differenza nel servizio, Marina sa il fatto suo e a tutte le donne consiglia sempre di fare un corso. «Sapersi difendere», aggiunge, «oggi come oggi è davvero importante anche per una donna. In questo senso un corso di difesa personale lo consiglierei a tutte, ragazze e signore. Può essere d’aiuto a superare paure e incertezze in ogni campo. Ma quello che conta di più, nel mio lavoro, è l’esperienza, la capacità di non perdere la calma, di parlare e convincere chi è più esagitato

a fermarsi e riflettere. E poi, in ogni caso, la femminilità non si perde neppure quando ci si veste, come mi capita spesso, in giacca e cravatta proprio come un uomo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA Mariuu
 

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