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Grande fratello per sicurezza e viabilità

Venis ha indetto una gara (disponibili 5 milioni e mezzo) per una cabina di regia tra polizia locale e metropolitana

Si chiama Smart control room ed è una cabina di regia tra polizia locale di Venezia e polizia della città metropolitana che dovrebbe garantire la nascita di una sorta di “grande fratello” che tiene sotto controllo la gestione della mobilità e della sicurezza stradale di Venezia e dell’area metropolitana. Coinvolgendo tutti i dati di controllo dei movimenti delle persone e le aziende di trasporti, le ferrovie, le autostrade, porto e aeroporto.

Gara di Venis. Progetto da 5 milioni e mezzo di euro, in gran parte finanziato dal Pon Metro, i fondi europei per le grandi aree metropolitane, e che Venis sta spingendo verso la fase esecutiva: la società del Comune che si occupa di tecnologia e internet ha infatti bandito una procedura per un partenariato per l’innovazione per sviluppare le piattaforme digitali che saranno l’anima della centrale, garantendo la trasmissione di informazioni, video, e notizie e la successiva realizzazione.

Cabina di regia. I flussi di traffico acqueo e terrestre saranno sotto il controllo della Smart control room che vedrà sotto una unica cabina di regia i servizi di trasporto pubblico di Actv, il trasporto metropolitano di Atvo, le ferrovie (Italo, Trenitalia, Rfi), la centrale della polizia municipale (per il controllo del traffico stradale, acqueo e pedonale); l’Autorità portuale (per il controllo del traffico crocieristico e delle navi). E ancora la Save, Autostrade per l’Italia (per il traffico autostradale); Anas, Veneto Strade e la Cav, concessionaria di Passante e tangenziale e pure il sistema di controllo del Mose e quei sistemi di controllo del settore culturali (Musei, Procuratie di San Marco, tour operato e grandi alberghi).

E il sistema Argos della polizia locale veneziana che monitora il moto ondoso in centro storico.

I grandi movimenti. L’obiettivo è quello di gestire la mobilità di un’area metropolitana dai grandi numeri: se Venezia punta ai 30 milioni di presenze turistiche l’anno, non bisogna scordare che la stazione ferroviaria di Mestre vede qualcosa come 80 mila transiti di pendolari al giorno e sui bus urbani ed extraurbani di Actv si muovono 120 mila persone ogni giorno. E quindi la smart control room serve per prendere decisioni su viabilità, traffico, movimenti delle persone con il coinvolgimento di più enti e soggetti che oggi operano ciascuno per proprio conto, senza mai parlarsi. Una cabina di regia che deve aiutare a prendere le decisioni giuste in un tempo veloce.

Trasporti. E il lavoro di squadra ha anche l’obiettivo, si spera, di migliorare le cose: per esempio, quando si parla di trasporto pubblico si pensa ad incentivare l’acquisto di titoli di viaggio per «via telematica, pianificando puntualmente gli spostamenti con informazioni sugli orari effettivi dei mezzi pubblici e dei tempi di percorrenza», si legge nel progetto. Sulla mobilità privata «dev’essere agevolata attraverso informazioni puntuali sullo stato della viabilità, la disponibilità di parcheggi su strada e in struttura, sulle piste ciclabili e sul car sharing».

Sicurezza. E poi c’è ovviamente la sicurezza, con la messa in rete della miriade di telecamere di videosorveglianza della città metropolitana e del capoluogo. Il progetto punta «ad applicare sistemi di videoanalisi sia per il monitoraggio e controllo del territorio che per la prevenzione delle situazioni di rischio».

Un miraggio? Pronto nel 2018. Un miraggio in una città che ha sempre avuto la mobilità, con un territorio diviso tra terra e acqua, come tallone d’Achille?

La giunta Brugnaro ci crede e con l’assistenza tecnica di Venis punta a realizzare il progetto con una prima fase sperimentale entro giugno del prossimo anno. Alessandra Poggiani, direttore generale della società che ha avviato la gara per la ricerca di partner del progetto, spiega: «Da questo mese si è entrati nella fase
viva di progettazione. Per marzo 2018 avremo il progetto esecutivo e per giugno 2018 contiamo di avviare in via sperimentale l’attività della centrale. Entro la fine del 2018 contiamo invece di arrivare alla completa operatività del sistema».

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