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Varchi e controllo facciale. Ecco il piano per la Mostra

Centrale operativa nel palazzo dell'ex Casinò, laboratorio mobile della Scientifica. Cento uomini al lavoro per garantire la sicurezza delle star e dei visitatori

LIDO. Barriere anti tir, varchi d'accesso alla zona rossa, una sala operativa per il riconoscimento facciale attraverso cinque smartphone in dotazione ad altrettante pattuglie in servizio al Lido, e anche un laboratorio mobile della polizia scientifica.

A pochi giorni dall'attentato sulla Rambla di Barcellona, negli anni del terrorismo globale di natura islamista, la mostra del Cinema del Lido che si apre ufficialmente domani, alla presenza tra gli altri del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sfoggia un sistema di sicurezza interforze come mai si era visto prima, con cento uomini (poliziotti, carabinieri e finanzieri oltre agli agenti della polizia locale) impiegati nel solo controllo del Lido (60 alloggiati in strutture del Lido e 40 pendolari) con un incremento del 30% rispetto allo scorso anno.

Venezia, di pattuglia per proteggere la Mostra del Cinema dal mare

Riconoscimento dei volti. La regia dell'intero sistema di sicurezza sarà nella sala operativa allestita al quarto piano del palazzo dell'ex Casinò. Da qui gli agenti potranno controllare, attraverso gli schermi, le telecamere dislocate intorno all'area della mostra ma soprattutto saranno in contatto con cinque pattuglie dotate di uno smartphone. Gli agenti in borghese con il telefonino, attraverso un sistema di trasmissione dati, potranno inviare alla centrale le foto dei volti di persone ritenute sospette e qui, nell'arco di pochi secondi, potranno scoprire se si tratta di persone ricercate o già schedate dalla polizia. E, se necessario, intervenire. «E' un sistema di riconoscimento già utilizzato per il G8 di Taormina e che ci permette di avere una risposta in tempi brevissimi», ha spiegato ieri il questore Vito Gagliardi, presentando le novità del piano di sicurezza al presidente della Biennale, Paolo Baratta e al sindaco Luigi Brugnaro. Elettronica anche nelle motovedette di finanzieri e guardia costiera a protezione del lato mare del Lido. Si tratta di mezzi con strumenti in grado di individuare anche di notte piccole barche molto distanti.

Il laboratorio mobile. Il laboratorio mobile della polizia scientifica, parcheggiato di fronte all'ingresso del palazzo dell'ex Casinò, è l'altra novità di quest'anno. «Nel caso ce ne fosse bisogno», ha spiegato Gagliardi, «non sarà necessario portare i reperti a Venezia, ma una buona parte delle analisi si potranno fare già qui». Dai primi esami su droghe sequestrate, all'analisi di tracce ematiche, all'individuazione del dna alle più semplici raccolte di impronte digitali e segnalazione fotografica. «Il laboratorio mobile è anche un modo», ha aggiunto da parte sua Brugnaro, «per mettere in mostra l'attività investigativa delle nostra forze dell'ordine, per far vedere l'efficienza dei nostri apparati».

Zone arancio e rossa. Come l'anno scorso per accedere all'area della mostra bisognerà passare per una serie di controlli: nella zona Arancio, in corrispondenza con le deviazioni agli autobus dell'Actv, i controlli saranno, ad esempio, all'incrocio tra il lungomare Marconi e via Marcello, dove sono già state posizionate anche le barriere in cemento che obbligano i mezzi a rallentare e a entrare nell'area della mostra dopo una chicane, e dove le persone saranno controllate con i metal detector. Ulteriori controlli all'ingresso della zona rossa, dove ci sono il palazzo del Cinema e l'ex palazzo del Casinò.

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