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"I fondi per i profughi? Alle famiglie miresi in difficoltà"

A Mira il sindaco Marco Dori ha deciso di dirottare i soldi dell'Unione europea in aiuto ai residenti del Comune con problemi economici

MIRA. «I soldi che l'Unione Europea destina ai Comuni che ospitano richiedenti asilo, li useremo in azioni di sostegno al reddito dei cittadini italiani del nostro comune in difficoltà». A dirlo è il sindaco di Mira Marco Dori che intende dare risposte immediate al tema del sostegno sociale ai cittadini miresi in difficoltà colpiti dalla crisi economica che perdura da 10 anni.

«Si tratta di fondi dell'Ue che il governo ripartisce  ai Comuni che ospitano i richiedenti asilo», spiega il sindaco di Mira, «circa 80 mila euro che la scorsa giunta grillina aveva pensato di destinare ad opere pubbliche e manutenzioni. Noi riteniamo sia più utile implementare i fondi di sostegno al reddito dei cittadini miresi in difficoltà economiche».

I soldi sono quelli che sono previsti con il "Bonus accoglienza". Sono 500 euro per ogni profugo o minore non accompagnato ospitato nel comune. Distribuiti dal ministero dell'Interno, sono soldi che si possono utilizzare senza vincoli da parte degli enti locali. L'assegnazione delle somme spettanti ai Comuni, è prevista dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio "Misure urgenti a favore dei Comuni in materia di accoglienza", ed è effettuata calcolando le presenze, anche di minori stranieri non accompagnati, in tutte le diverse tipologie di centri di accoglienza.

A Mira attualmente sono ospitati circa 160 richiedenti asilo. Oggi la quota prevista dal Ministero è di 2.5 richiedenti asilo ogni mille abitanti, A Mira siamo già a quota a 3.8. «Si tratta», spiega l'assessore al bilancio Fabio Zaccarin, «di somme nel caso del bonus accoglienza che potranno essere utilizzati nel prossimo bilancio che siamo impegnati ad approvare comunque entro la fine dell'anno».

Sul fronte migranti intanto

il Comune di Mira chiarisce che purtroppo nonostante gli annunci della precedente amministrazione grillina, l'ente locale ad ora non ha ancora aderito alla convenzione Sprar e di conseguenza non è al riparo dall'arrivo di nuovi migranti se sussistono accordi fra privati.

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