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Zoggia: «Commenti sui social una vergogna per la città»

JESOLO. «Gravissimo applaudire quando quell’uomo si è gettato dalla palazzina». Il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, è intervenuto sulle polemiche seguite al tentato suicidio dell’algerino in piazza...

JESOLO. «Gravissimo applaudire quando quell’uomo si è gettato dalla palazzina». Il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, è intervenuto sulle polemiche seguite al tentato suicidio dell’algerino in piazza Milano. È il primo cittadino che stimola il dibattito sulla spietatezza dei social e di certi commenti anche sulla strada: «Certi profili, blog e gruppi andrebbero immediatamente censurati. È stato scritto di tutto su questo episodio, tra offese gratuite e istigazioni al suicidio. Una vergogna per la città e credo che certo organi indagheranno».

Salvatore Esposito di Sinistra Italiana ha presentato una denuncia alla polizia postale sulla base dei nomi di alcuni che hanno commentato su Facebook. «Cosa è diventata Jesolo?», incalza invece Francesco Esposito, del comitato per i diritti civili, «I commenti su alcuni social fanno capire che la “pietas”sembra non faccia più parte della comunità. La stragrande maggioranza dei commenti sono scomposti, razzisti, cinicamente irrazionale su un fatto che dovrebbe sollevare invece ben altri interrogativi e accendere una discussione razionale e soprattutto umana».

Poi Rodolfo Murador di Sinistra per Jesolo: «Spero che chi ha invocato cecchini e augurato la morte di quell’uomo sia in grado di fare i conti, prima o poi, con la propria coscienza, se ancora ne possiede un po’».

Alessandra Zedda (consigliera regionale Forza , Italia Sardegna), Alessandra Moretti (consigliera regionale Pd Veneto), Flaminia Bolzan (criminologa), Chiara Baschetti (attrice e modella) si soffermano sulla vicenda delle due donne: «La violenza sulle donne può sfociare in diverse forme, dallo stalking, alla persecuzione, alle minacce fino alla violenza fisica come in questo caso. Spesso l'epilogo è la morte della
vittima, per fortuna per le due donne di Jesolo possiamo scrivere un finale meno tragico. La nostra campagna “divieto di femmicidio, salviamone una in più”, serve proprio a questo: sensibilizzare sul tema del rispetto della donna e del rifiuto di ogni forma di violenza». (g.ca.)

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