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Picchia la moglie e poi si getta nel vuoto

Algerino di 41 anni sale sul tetto di una casa in piazza Milano. Rifiuta ogni aiuto, prende la rincorsa e si butta da 10 metri

JESOLO. Ha cercato di uccidersi in diretta, tra gli sguardi della gente assiepata sulla strada, addirittura famiglie con i bambini in vacanza. Non importa perché lo ha fatto, oggetto di indagine dei carabinieri, la scena è stata una tragedia postata sui social e finita sugli schermi Tv praticamente in diretta. Un salto nel vuoto, dal tetto di una palazzina in pieno centro al lido, piazza Milano. S.H. algerino di 41 anni, residente a Jesolo proprio in quella palazzina davanti al famoso bar “Da Roccia”, sopra il ristorante la Comida, si è gettato nel vuoto, da 10 metri di altezza, dopo quattro ore a piedi nudi sulle tegole incandescenti del tetto dove ha inscenato uno sfogo che preludeva questo gesto impressionante. È salvo per miracolo. Prima la lite violenta con moglie e cognata, italiane, gli sfoghi in preda all’alcol sul tetto, il lancio di bottiglie e tegole, infine quella corsa in un’atmosfera surreale e poi la caduta, fracassandosi le ossa. E qualcuno, davanti a una scena pietosa quanto terrificante, ha pure applaudito e gridato: “Finalmente”.

Ieri mattina verso le 10, moglie e sorella hanno chiamato i carabinieri dall’abitazione di via Danimarca. Hanno denunciato di essere state violentate dall’uomo. I militari sono arrivati e lui si è chiuso in casa. Poco dopo è uscito dal lucernaio che dà sul tetto. In mano un coltello da cucina e un paio di forbici. «Andate via», ha gridato, «voglio che mia moglie venga qui. Io non ci torno in galera. Tra poco farò qualcosa che non avete mai visto». Ha pronunciato frasi irriverenti anche nei confronti delle forze di polizia oltre che la gente. Moglie e cognata, intanto, si erano rifugiate in un negozio di fronte e poi sono state portate all’ospedale in autoambulanza con lievi ferite, per tutti gli esami. Lui aveva un taglio alla testa insanguinata, forse provocato dalla colluttazione con le donne, forse perché aveva colpito una finestra. La gente è arrivata formando dei capannelli, preoccupata più di filmare o fotografare e postare sui social, sempre bramosi di queste notizie da commentare nel peggiore dei modi.

Sul posto, carabinieri, vigili del fuoco, polizia locale, polizia di Stato. La strada è stata chiusa. In piazza Milano anche il colonnello Occhioni, comandante del reparto operativo di Venezia, con il capitano Dario Russo della compagnia di San Donà. L’uomo ha chiesto delle sigarette ad alcuni amici arrivati sul posto per cercare di convincerlo a scendere, purtroppo inutilmente. Ha iniziato a bere da bottiglie di birra e di vino che hanno corroborato il suo stato confusionale, gettando dal tetto banconote da 50 euro. I sanitari del 118 si sono radunati sul posto. Tutti pensavano che in qualche modo l’uomo avrebbe desistito. Ma la situazione è peggiorata con il passare dei minuti. Alle 14 ha preso una rincorsa sulla sommità del tetto, dopo aver lanciato bottiglie, tegole, forbici e coltello. E infine quel salto immortalato dai telefonini, seguito da un vergognoso applauso e altre frasi di scherno: “Finalmente”. Ma ci sono stati anche tanti rimasti a bocca aperta, impietriti da quel gesto impressionante che resterà loro in mente.

Il tonfo sordo sull’asfalto è risuonato per qualche frazione di secondo, seguito da un silenzio raggelante. I sanitari sono accorsi per stabilizzarlo. Ha riportato traumi alle gambe, bacino, trauma carnico commotivo. Trasportato all’ospedale di Jesolo, visitato
al Pronto soccorso dal dottor Fausto De Ferra, è stato trasferito in gravissime condizioni in elicottero all’ospedale di Mestre in prognosi riservata dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. La sua sofferenza è solo all’inizio.

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