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«Pronti a sorridere reagiamo così alla nostra disabilità»

L’artista, lo sportivo e il barman insieme in una foto che ha conquistato Jesolo: vogliamo far riflettere

JESOLO. La loro fotografia comparsa sui social è diventata un fenomeno in tutto il lido e ha fatto riflettere tante persone. Migliaia di interazioni tra “like”, cuori, sorrisi per non parlare delle decine di commenti di stima ricevuti in poche ore e proseguiti per giorni per tre jesolani, tutti con problemi di disabilità. Hanno deciso di scattare una foto che è diventata un simbolo, dopo essersi incontrati per caso tutti e tre al lido vicino a un locale. La foto è stata un’idea dell’artista jesolano Luca Moretto che con questo scatto postato su Facebook ha parlato della sua disabilità dovuta a un incidente stradale e su quella di altri due amici che hanno condiviso la stessa difficile esperienza conclusasi con una protesi a una gamba, fatalità il medesimo arto, la gamba sinistra.

E nel post non è mancata la battuta grottesca, ma anche autoironica a effetto: «Il caldo che ti taglia le gambe». Assieme a Moretto, che è un artista affermato per le sue creazioni e le auto rivisitate con speciali colori e tecniche, ci sono Ermes Basso, barman jesolano vittima di un incidente stradale, e poi a Roberto Bellingardo, sportivo maratoneta pluricampione anche alle paralimpiadi oltre che titolare di una palestra a Jesolo, i quali condividono la stessa disabilità, e assieme hanno scattato la foto con piacere e orgoglio.

Tutti vittime di incidenti stradali, Moretto anche di un caso di malasanità che non ha permesso di salvare la sua gamba. «Non c’è molto da aggiungere», spiega lo stesso Moretto, «secondo me ha colpito l’ironia e la bellezza della foto, la nostra forza e voglia di riderci su. E in meno di 40 secondi abbiamo fatto i 5 scatti che proprio perché sono naturali sono venuti così belli, sinceri e pieni di significato».

«Con il sorriso e la frase ironica abbiamo fatto sì sorridere tante persone, ma anche riflettere», aggiunge Luca Moretto, «io spero che questa foto sia arrivata a chi magari nella disabilità non trova invece la forza di reagire, di sorridere, di capire che la vita va avanti, che non è una gamba finta, una sedia a rotelle, un difetto, che ci devalorizza ma anzi, può darci un valore aggiunto nella vita di tutti i giorni che non sempre è facile».

Per molti a Jesolo

questa foto resterà nella storia, come le passeggiate in via Bafile, lo struscio mondano al lido, le miss, e anche la storia di quei tre jesolani che sono andati avanti cercando di saltare come hanno potuto gli ostacoli della vita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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