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Terrorismo, Brugnaro crea pericoli per la città

"Terrorismo, Brugnaro crea pericoli per la città"

Reazioni indignate alle parole del sindaco che aveva sfidato i terroristi a farsi vivi in piazza San Marco. Pellicani: "Non faccia il gradasso e non alimenti i fanatisti"

VENEZIA. Terrorismo e parole di fuoco, un brutto cocktail. Le parole choc di Luigi Brugnaro al meeting Cl di Rimini scatenano immediate reazioni a pochi giorni dagli eventi internazionali che stanno creando grosse preoccupazioni tra gli addetti alla sicurezza.

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"Non sono argomenti su cui fare i gradassi questi e nonostante le provocazioni a cui il sindaco ci ha abituato sono parole fuori luogo che rischiano di creare problemi alla città", protesta Nicola Pellicani, consigliere del Partito Democratico. "A pochi giorni dalla tragedia di Barcellona" dice il consigliere "non bisogna avere paura dei terrorismi ma neanche fare battute che possono alimentare il fanatismo. Servono amministrazioni responsabili e non battutisti".
 
Gianluca Trabucco, presidente municipale di Chirignago Zelarino e coordinatore provinciale di "Articolo Uno" reagisce subito: "Sono irricevibili le parole pronunciate da Brugnaro al meeting di CL a Rimini.
Chiedere di sparare a vista non è solo incivile ma è anche criminale". E continua: "Di fronte alla violenza subita, Barcellona (e prima ancora le altre città europee) si è rialzata aggrappandosi alla cultura e ai valori propri dell'occidente. Brugnaro invece, contraddicendo tutto questo, propone di mettere mano alle armi per sparare a vista al primo che corre gridando "Dio è grande". Non solo viola qualsiasi concezione di stato di diritto ma, in un momento delicato come questo, inneggiare alla violenza rischia di produrre effetti molto pericolosi. Venezia merita di meglio!"
Brugnaro: "Basta buonismo: a chi grida Allah akbar in Piazza San Marco, noi spariamo" Il 'politicamente scorretto' sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, accende il Meeting di Rimini con le sue provocazioni anti migranti. A margine del suo intervento ribadisce concetti già espressi in sala. "Se uno grida Allah akbar in Piazza San Marco, noi gli spariamo". "Dobbiamo fare il blocco navale umanitario, ponendoci con le nostre navi militari a 13 miglia dalla costa libica. Salviamo tutti i migranti, poi quelli che non hanno il diritto di restare li rispediamo a casa loro con navi sicure"LEGGI L'ARTICOLOvideo di Francesco Gilioli
Ottavio Serena, consigliere del gruppo misto e generale della riserva dei carabinieri, si dice indignato: "Pensavo fosse uno scherzo quando mi hanno riportato quelle parole e invece è tutto vero. Sono a dir poco indignato, io che ho servito le istituzioni 40 anni e anche  ad alto livello ai tempi della Dia. Un uomo che parte della pubblica amministrazione non può fare queste affermazioni. Sono parole pericolose. E dire che Venezia è l'unica città in Europa (addirittura) dove sono stati arrestati quattro terroristi, significa non sapere cosa si dice".

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“Di Piazza San Marco io ricordo le parole pronunciate dal Patriarca, dal Rabbino e dall’Imam ai funerali della nostra concittadina Valeria Solesin e non certo quelle di oggi pronunciate da Brugnaro al meeting di Cl a Rimini.
Il Sindaco si ricordi che è la stessa Piazza. Mi viene da dire che la paura è il peggior nemico perché offusca la razionalità ma ad essere buonisti quella del Sindaco è paura?”, è il commento del deputato di "Articolo Uno", Michele Mognato.
 
Più dura Maria Teresa Menotto, segretaria comunale PD Venezia: «Inutile sprecare troppo tempo a commentare l'ennesima dichiarazione fuori luogo del Sindaco Brugnaro. Ci limitiamo quindi a fargli una raccomandazione: se possibile eviti di farsi dipingere come una macchietta della politica italiana, ovviamente non tanto per sé, perchè libero di fare come crede, ma per la Città che temporaneamente rappresenta. Venezia è sempre stata luogo di incontro di culture e fedi diverse, spazio di dialogo, di cooperazione accogliente e di rispetto. Questa la cifra della sua forza, della sua identità culturale sulla quale continuare ad investire».
 
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