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«Troppi i negozi-paccottiglia ora basta, i veneziani si ribellino»

L'attrice Ottavia Piccolo: "Frequento venezia da 40 anni, da 20 ci abito"

L’attrice Ottavia Piccolo, veneziana d’adozione, e la sua ricetta per invertire la rotta: «Il numero chiuso è difficile da applicare. Così non si va avanti, bisogna disincentivare e tutelare le botteghe tradizionali»

VENEZIA. Degrado. Un destino che sembra ormai irreversibile per la città storica, un tempo culla della cultura e della bellezza. I tuffi in canale, il panino sui gradini, la pipì sui muri , gli atti teppistici e i comportamenti “poco urbani” sono soltanto la punta dell’iceberg. Di una situazione che sta sfuggendo di mano. Trenta milioni di turisti stimati nel 2017, una media che continua a crescere in questi mesi di estate. Sempre più spesso i turisti sono il doppio dei residenti, oltre cent ...

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VENEZIA. Degrado. Un destino che sembra ormai irreversibile per la città storica, un tempo culla della cultura e della bellezza. I tuffi in canale, il panino sui gradini, la pipì sui muri , gli atti teppistici e i comportamenti “poco urbani” sono soltanto la punta dell’iceberg. Di una situazione che sta sfuggendo di mano. Trenta milioni di turisti stimati nel 2017, una media che continua a crescere in questi mesi di estate. Sempre più spesso i turisti sono il doppio dei residenti, oltre centomila contro 56 mila. Città che ha perso anche le forze oltre agli abitanti, assediati da valanghe di turisti giornalieri. Sfruttata fino all’ultima pietra, trasformata in alberghetto diffuso con bar e turisti dappertutto, montagne di rifiuti, vaporetti strapieni, difficili da usare per i residenti più anziani. Per i veneziani esasperati in testa ormai alle «città invivibili».

Souvenirs paccottiglia in vendita a Venezia


Allora niente numero chiuso?

«È troppo difficile da realizzare. Che fai, li mandi via da San Marco e poi dove li metti? Difficile anche una politica tariffaria. Il turista paga 7 euro e mezzo il biglietto del vaporetto, 5 volte un residente. Uno scandalo, non puoi aumentarlo ancora. Semmai pensare a forme di tariffazione diversa. Incentivi e disincentivi. E poi agire sul fronte affittacamere e del traffico acqueo, a cominciare dai taxi. Ma quello è un discorso a parte».

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