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Ciclisti in Piazza San Marco, prime multe

Venezia. Cento euro a testa per i turisti distratti. E una clochard belga campeggia sotto il porticato del Ducale  

VENEZIA. Storie di ordinaria “follia” turistica e di emarginazione, quelle in arrivo ieri da piazza San Marco.

Ciclisti multati. Hanno attraversato la Piazza e il Molo davanti al Ducale perfettamente vestiti da ciclisti sportivi, dopo che qualcuno li aveva segnalati anche a Rialto: bici alla mano, per carità, ma sono cascati male.

Tra vigili stagionali, guardians e il blindatissimo set del film di Clint Eastwood (ieri pomeriggio ultimi ciak proprio in piazza San Marco per “The 15: 17 to Paris”) non sono certo passati inosservati. E così sono arrivate le multe: 100 euro a testa.

I tre turisti hanno giurato ai vigili urbani di non sapere nulla dei divieti, di aver pensato che portare la bici a mano non fosse proibito: tant’è, il verbale è stato fatto.

Andare in bicicletta per Venezia è, infatti, vietato dal regolamento di Polizia urbana: da sempre. Da qualche mese lo è anche portare le bici a mano, come impone l’articolo 28 bis approvato dal Consiglio comunale: troppo d’intralcio al già caotico via vai in città. Vero che sui manifesti della campagna #EnjoyRespectVenice che ora tappezzano la città e i social, tra il divieto di tuffarsi, di fare pic-nic, di girare a petto nudo, gettare rifiuti a terra o dar da mangiare ai piccioni, c’è anche una bici barrata che fa pensare “solo” al divieto di circolazione in bicicletta. Ma nei giorni scorsi sono apparsi a piazzale Roma cartelli che vietano sia la circolazione “in” bici, sia quella “delle” bici. Non fosse che invece molti arrivano con i battelli da Punta Sabbioni, girando poi svagati per la città con la loro due ruote appresso.

Naturalmente ci sono delle eccezioni ai divieti, come quella che autorizza i residenti a portare la bici a mano, per la più breve via possibile, da casa a piazzale Roma, in stazione o su un battello per il Lido. Autorizzati anche i turisti, ma solo per andare da piazzale Roma alla stazione via ponte della Costituzione, per prendere un treno. Tant’è, dopo le tre multe da 450 euro ai giovani in “flagranza di bagno” in Canal Grande, arrivano ora quelle ai ciclisti: e chissà che non facciano il giro del mondo, ispirando comportamenti più corretti.

“Madame La Police”. Da piazza San Marco arriva, però, anche una storia di emarginazione: ieri sui social le immagini di una donna, che dorme sotto il porticato di Palazzo Ducale, accompagnata anche da commenti pesanti sul campeggio all’aria aperta. Ma, appunto, questa è una storia diversa.

Alla gelateria Al Todaro, l’hanno soprannominata “Madame La Police”. Lei è una senzatetto originaria del Belgio che da dieci anni si presenta ripetendo la stessa frase: “Je suis la police” . Arriva dopo le ore 21, con la chiusura del locale. Un tempo prendeva le sedie, scavalcava il recinto all’angolo del Caffè, verso il molo, e si barricava per la notte fino all’alba. Le faceva compagnia un altro clochard, che però da qualche tempo è sparito. Ora “Madame La Police” , che non chiede mai nulla, ha cambiato giaciglio e si è sistemata nell’area marciana.

«Siamo intervenuti più volte, in particolare quando al mattino trovavamo le loro tracce non proprio profumate», spiega il direttore Piero

Negrin, «nel tempo sono stati attivati anche i Servizi Sociali, ma non sono mai riusciti a spostarla dalla Piazza. Non sappiamo dove vada durante il giorno, ma durante la notte la Piazza l’ha ormai adottata». (r. d. r. -n. d. l.)

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