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Licenziata per le assenze per accudire la figlia: la mamma di Aurora verrà riassunta

Lettera della pasticceria Forin ai sindacati dopo la notizia del licenziamento. Gara di solidarietà di Ascom e Apindustria

FOSSÒ. Gara di solidarietà per ridare un lavoro a Valentina la mamma della piccola Aurora Maniero di 8 anni, morta a causa di un neuroblastoma e premiata tre anni fa come la “bimba più buona d’Italia”. La stessa pasticceria Forin di Camin, che l’ha licenziata per aver sforato il numero di permessi e aver fatto troppe assenze sul lavoro per assistere la figlia malata, si dice intenzionata a riassumere Valentina.

Gara di solidarietà. A farsi avanti subito aiutare la donna sono state Ascom-Confcommercio della Riviera del Brenta con il suo presidente Ennio Matterazzo e Apindustria Venezia con il vicepresidente Roberto Dal Cin e i responsabili di mandamento.

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L’apertura dell’azienda. Intanto l’azienda di Camin ha reso nota ieri l’intenzione di riassumere Valentina e in tal senso si è mossa coinvolgendo anche le organizzazioni sindacali. La mamma apprezza il gesto, ma fa sapere che renderà nota la sua decisione in un secondo momento, dopo i funerali della figlia che si terranno oggi a Fossò. «La pasticceria Forin – spiega il segretario provinciale della Uilm Padova Davide Crepaldi – ci ha comunicato che è d’accordo nel procedere alla riassunzione della lavoratrice Valentina Donà».

La famiglia nell'annuncio delle nozze
La famiglia nell'annuncio delle nozze


La lettera di riassunzione, secondo il sindacato, sarà spedita dall’azienda alla mamma di Aurora nei prossimi giorni. «Scegliere tra il lavoro e la famiglia – dice Crepaldi – purtroppo è la vergognosa situazione in cui si trovano tanti genitori, soprattutto mamme, a cause delle politiche del governo che ha introdotto riforme come quella del Jobs act che non ha aumentato il lavoro a tempo indeterminato. La piccola azienda artigiana in cui lavorava la mamma di Aurora, dopo aver esaurito quanto previsto per maternità e congedi parentali, non ha potuto far altro che attivare la Naspi (disoccupazione) per dare un reddito alla lavoratrice». Valentina, la mamma di Aurora apprezza l’intenzione degli ex datori di lavoro. «Apprezzo l’intenzione di procedere alla mia riassunzione – spiega –. In questo momento però ho solo in mente Aurora, il mio piccolo angelo che non c’è più, e a cui con tutta la famiglia e gli amici e chi l’ha conosciuta, daremo domani (oggi, ndr) l’ultimo saluto nella chiesa di Fossò».

La mobilitazione. Dopo la notizia del licenziamento della donna, nella giornata di ieri si è innescata una gara di solidarietà per aiutare, almeno sul fronte lavorativo, la mamma di Aurora. «Siamo colpiti da questa terribile vicenda», spiega Ennio Matterazzo dell’Ascom della Riviera del Brenta, «Riteniamo che questa “mamma coraggio” debba avere la solidarietà di tutti. Colpisce, anche se motivata, la decisione dell’azienda. Valentina mandi il suo curriculum, faremo quel che possiamo per trovarle un’occupazione». Anche Apindustria Venezia con il vicepresidente Roberto Dal Cin è sulla stessa linea. «Questa donna e il suo impegno per la famiglia sono esemplari», spiega Dal Cin, «Ci contatti nelle nostri sedi, saremo lieti di poter trovare una soluzione occupazionale legata alle sue caratteristiche professionali». Anche da parte dei responsabili di mandamento la disponibilità è assoluta. «C’è piena disponibilità da parte nostra a ricevere la signora Valentina», dicono Adriano Peretti presidente Api Mandamento di San Donà di Piave e Roberta Stiglic presidente del mandamento Api di Quarto d’Altino, «Assieme al direttore di Apindustria Venezia Roccato e alla giunta faremo di tutto per aiutare questa donna a trovare lavoro. Da sempre le piccole e medie imprese hanno dato importanti riposte occupazionali alle persone che dimostrano impegno e dedizione ai valori e al lavoro».

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