Quotidiani locali

Arriva la “droga di Hulk”, sequestrate 500 pasticche

Arrestato un cuoco accusato di spacciare il nuovo stupefacente Yaba. È una potentissima metanfetamina che provoca effetti devastanti sugli assuntori

MARGHERA. Yaba, la “droga di Hulk” detta anche “droga di Hitler” o “droga della pazzia”, è arrivata nel Veneziano. Le pasticche sono piccole, rosse, simili a caramelle. Costano poco, circa dieci euro all’una. Ma gli effetti di questa metanfetamina - che durano fino a otto ore - sono devastanti: genera la sensazione di potenza fisica senza fatica che sfocia nell’aggressività contro se stesso e gli altri, fino alla follia. È una droga che nasce tra Birmania, Thailandia e Bangladesh dove non viene percepita come stupefacente essendo usata da chi - come i camionisti - deve stare sveglio per molte ore. I sequestri finora effettuati in Italia sono stati pochissimi, il maggiore a inizio giugno a Roma: si tratta di uno stupefacente di nuovissima introduzione nel mercato del nostro Paese.

Mercoledì alle 3 è scattato il blitz dei carabinieri in un appartamento di Marghera: in manette è finito un cittadino del Bangladesh di 33 anni, assunto come cuoco in un ristorante del centro storico, regolare in Italia dal 2003, con moglie e figlio che al momento sono tornati in patria. L’accusa formulata a suo carico dalla pm Paola Mossa è di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.

La perquisizione nell’appartamento e l’arresto sono scattati dopo che da giorni i carabinieri avevano effettuato servizi di osservazione del viavai da e per l’appartamento dove il 33enne viveva con quattro connazionali. Durante la perquisizione, nell’alloggio sono state trovate le 500 pasticche di Yaba che per gli investigatori erano pronte per essere introdotte nel mercato veneziano e del litorale. Non solo: sequestrati anche 5.000 euro in contanti che sarebbero il provento della vendita della droga. Una tesi, questa, smentita dal 33enne secondo cui parte di quell’importo era frutto della busta paga di luglio che aveva ritirato la mattina stessa.

Dal momento dell’arresto, il bengalese si trova rinchiuso in una cella del carcere di Santa Maria Maggiore. Ieri mattina, difeso dall’avvocato Marianna Tassetto, l’indagato è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari Massimo Vicinanza per l’udienza di convalida dell’arresto e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare in carcere in attesa della prosecuzione delle indagini. Sullo

stupefacente dovranno essere effettuate le analisi tossicologiche per determinarne con precisione la composizione. Intanto l’avvocato Tassetto presenterà ricorso al tribunale del Riesame sia sulla misura personale che sul sequestro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PROMOZIONI PER GLI AUTORI, NOVITA' ESTATE 2017

Pubblicare un libro, ecco come risparmiare