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Troppa violenza, chiuso il Bar Tivoli

Il questore revoca per 15 giorni la licenza al locale di via Mestrina teatro di risse sanguinose

MESTRE. Troppa violenza: il questore chiude per 15 giorni il Bar Tivoli di via Mestrina. Continua la "calda estate" dei bar, teatro di risse sempre più frequenti, e la conseguente risposta, inflessibile, della Questura, cioè l'organo amministrativo responsabile della sicurezza pubblica.
In un comunicato la polizia spiega che il provvedimento del questore Gagliardi si è reso necessario a seguito dei recentissimi episodi che si sono succeduti nel bar, uno dei quali particolarmente violento
Il Bar Tivoli in questo ultimo periodo è stato, infatti, teatro di pericolose intemperanze dei suoi clienti e, in un’occasione, ha registrato una violentissima lite e la reazione scomposta di uno dei contendenti che ha aggredito fisicamente la pattuglia della polizia locale intervenuta sul posto.

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Il 7 agosto, infatti, verso le ore 17,15 il personale del comando di polizia locale interveniva nel locale per sedare una lite tra due avventori: N.N., un italiano di 49 anni e un albanese, U.N., di 43, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine con il primo che vanta un passato che gli è valso la sorveglianza speciale.
Neanche l’arrivo della pattuglia è stato sufficiente a sedare gli animi. Con non poca fatica, infatti, gli operatori della polizia locale sono riusciti a dividere i due rissosi, uno dei quali, U.N., ha riportato tagli sanguinanti alla fronte e all’orecchio, rifiutando però le cure mediche.
L’italiano a quel punto si allontanava per portare al sicuro il suo cane, un rottweiler, per poi tornare sui suoi passi e riprendere lo scontro che non aveva ancora visto un vero vincitore. Con insolita calma riusciva ad avvicinarsi nuovamente all’albanese colpendolo con un pugno.
Gli agenti lo allontanavano immediatamente e questi ha cominciato allora a sfogare la sua ira direttamente sul personale della polizia locale, aggredendolo con calci e pugni. Gli agenti, a quel punto, procedevano all’arresto dell’uomo per i reati di resistenza continuata a Pubblico Ufficiale e lesioni nei confronti di due di essi che, una volta visitati, risultavano guaribili in 6 e 10 giorni.

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Gli altri episodi presi in esame nel decreto del questore, che si sono succeduti dall’uno all’otto agosto, seppure di minor gravità motivano l’emanazione del provvedimento per il concreto e grave pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è venuto a creare nel pubblico esercizio anche per la frequentazione di persone con precedenti penali e di polizia. 
Alla sospensione dell’attività potrebbe seguire una revoca della licenza qualora dovessero ripetersi episodi analoghi a quelli che ne hanno motivato l’emanazione del decreto. 
 

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