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Artisti uniti per raccontare i cent’anni di Porto Marghera

Artisti uniti per raccontare i cent’anni di Porto Marghera

I protagonisti della scena cittadina faranno uno spettacolo itinerante nell’area industriale. Su Indiegogo la raccolta fondi

MESTRE. Un’idea e cento (e più) artisti per i cent’anni di Porto Marghera: raccontare la storia dell’area industriale, e immaginarne il futuro nel prossimo secolo, con una performance urbana, stare sulle strade come a teatro, passeggiare tra le fabbriche fino ad affacciarsi alla laguna, guardare Venezia da Marghera.

L’idea - cui si può ora contribuire finanziariamente attraverso la raccolta fondi su Indiegogo - è venuta a Laura Boato, coreografa veneziana che ha chiamato a raccolta più di cento artisti (attori, musicisti, coreografi, danzatori) della città che hanno dato il loro contributo per raccontare Marghera.

«L’idea è nata quasi per caso quando ho saputo che ci sarebbero stati i cent’anni di Porto Marghera», racconta Laura, nata e cresciuta sul cavalcavia della Vempa, tra Mestre e Marghera, «un tema sul quale non ho mai lavorato ma che tocca la mia memoria, la mia famiglia i miei amici, e la memoria di questa città».

Da qui l’idea di realizzare una performance, «non in un teatro, ma all’aperto, dentro Marghera». Le prime adesioni sono state quelle dei suoi allievi di danza, poi sono arrivate quelle di molti altri artisti e associazioni della città.

Una parte del racconto, con testo di Gianmarco Busetto (di Farmacia Zooé) sarà dedicata «all’energia futurista» che la Marghera industriale ha rappresentato per la città, per i tanti giovani che diventavano operai, raggiungevano le fabbriche in autobus o più spesso in bici dai paesi vicini, come Spinea o Mira.

Ma ci sarà anche il difficile rapporto con l’ambiente, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua della laguna, elemento che unisce la Venezia insulare e la terraferma.

Per questo Laura Boato ha immaginato un percorso che parte dalla terra e arriva all’acqua. Una passeggiata-racconto che partirà all’inizio di via dei Petroli e si snoderà per 1,5 chilometri (dalle 19 alle 21, domenica 10 settembre) lungo il binario del treno, sfilando a lato dello stabilimento Eni, arrivano nell’area Petroven, dove da alcuni anni gli appassionati di windsurf dell’associazione hanno realizzato l’Irombeach.

Per realizzare lo spettacolo sono stati ascoltati ex operai, membri dell’associazione Gabriele Bortolozzo - colui che per primo denunciò l’inquinamento - protagonisti di varia natura.

«Ed è stato bello vedere come tutti abbiano voluto contribuire, dandoci una mano». Così giorno dopo giorno il progetto è cresciuto, fino a superare i cento artisti coinvolti. E ora, anche chi vorrà assistere

all’iniziativa, potrà dare un contributo. Per la parte tecnica e per documentare la serata, realizzando un cortometraggio, gli organizzatori sono alla ricerca di 2.500 euro e per questo ha promosso una raccolta fondi sul sito Indiegogo.




 

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