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Tremila ai corsi salvavita dell’Usl «Così la sanità esce dall’ospedale»

Sottomarina. Un vero esercito di bagnini, studenti, insegnanti e genitori ha partecipato all’iniziativa Il primario del Pronto soccorso Andrea Tiozzo: fondamentale intervenire nei primi cinque minuti

SOTTOMARINA. Corsi salvavita per bagnini, turisti, studenti e insegnanti. Negli ultimi tre anni sono state “educate” alla rianimazione cardiopolmonare e alla disostruzione pediatrica tremila persone, con corsi proposti anche sulla spiaggia per intercettare i turisti. Le iniziative, proposte dall’Usl 3 in collaborazione con l’Ascot, mirano a aumentare la platea di persone in grado di dare la prima assistenza in caso di emergenza quando anche solo pochi minuti possono fare la differenza. L’idea è di avere persone preparate sparse in tutto il territorio, e in particolare sul litorale dove si concentrano migliaia di persone.

«Lo dico sempre nelle lezioni», spiega il primario del Pronto soccorso, Andrea Tiozzo, «quando una persona perde conoscenza sono i primi cinque minuti a fare la differenza. In quest’arco di tempo, sono le persone in quel momento vicine, e non i sanitari, a poter fare qualcosa di davvero importante per evitare un danno cerebrale irreversibile. L’ospedale può aiutare chi è dentro, ma non chi è fuori. L’ospedale è il terzo anello della cosiddetta catena della sopravvivenza, i primi due anelli sono costituiti da chi si trova sul posto. Solo se la catena funziona si evita che si spezzi una vita». Ecco perché i corsi salvavita vengono proposti ai bagnanti, ma anche a mamme, papà, studenti, educatrici di asili nido e docenti. L’obiettivo è di avere persone pronte a intervenire in qualsiasi contesto in cui si concentri un numero elevato di persone. Chiaro che il rischio non può mai ridursi a zero, ma i corsi salvavita, così come le esercitazioni sui salvataggi, che ogni anno il Pronto soccorso realizza assieme alla Capitaneria, consentono di tenersi in allenamento e di essere pronti a qualsiasi tipo di emergenza.

«L’ospedale di Chioggia», sottolinea il direttore generale dell’Usl 3, Giuseppe Dal Ben, «è molto vicino all’area balneare, ma da alcuni anni viene portato “fuori”, sul territorio, per insegnare anche a chi non è medico o infermiere, come salvare una vita. I corsi vengono proposti a tappeto, in estate e in inverno, dai nostri istruttori del Pronto soccorso e di Pediatria. Una scelta che ha già portato frutto: due anni fa una mamma è riuscita a far espellere al figlioletto un giocattolino che aveva ingoiato liberandogli velocemente le vie aeree, salvandogli così la vita, e venti persone sono state salvate in spiaggia da annegamento grazie ai nostri sanitari e ai bagnini, sette solo in questa stagione». In
inverno, i corsi vengono organizzati per i bagnini, oltre 20 addetti al salvataggio di Ascot hanno aderito, imparando anche l’impiego del defibrillatore, presente in molte torrette. In spiaggia vengono proposti anche i corsi di disostruzione pediatrica.

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