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Prof trasferito a Verbania senza saperlo

Pramaggiore. Gino Dal Pont insegna matematica a Pordenone: «Colpa della legge sulla Buona Scuola»

PRAMAGGIORE. «Mi hanno umiliato, è un trasferimento impossibile da digerire». È disperato Gino Dal Pont, 62 anni. L’ex assessore alla cultura del Comune di Pramaggiore, residente a Blessaglia e professore di matematica all’istituto commerciale Mattiussi di Pordenone, è stato trasferito a Verbania, in Piemonte. Dovrà essere operativo nella città sul lago Maggiore dal 1° settembre. Sono giorni frenetici per lui, questi a cavallo di Ferragosto, per trovare una soluzione. Lui, in esubero, è stato scavalcato nella graduatoria da due insegnanti che hanno vinto un concorso a Trieste; uno di loro occuperà il suo posto, poiché Dal Pont, entrato in ruolo solo nel dicembre 2016 dopo una gavetta estenuante, da giugno è finito in esubero.

«Colpa della nuova legge sulla Buona Scuola», dice lui, «quanto sto vivendo è incredibile, kafkiano. Anziché guardare la lista degli esuberi, hanno indetto comunque un concorso, da cui hanno immesso due professori a ruolo. Sono a pezzi. Sono anche stato contattato dal preside della scuola a cui sono stato assegnato. Ma io a Verbania non ci voglio proprio andare».

Sposato, due figlie di 29 e 19 anni, Gino Dal Pont è molto noto anche nel Veneto orientale. Originario di Belluno, Dal Pont ha sposato una donna di Pramaggiore e risiede nella frazione di Blessaglia. È stato assessore alla cultura nella giunta guidata dal sindaco Leopoldo Demo per alcuni mesi nel 2012, poi ha dovuto abbandonare l’incarico per problemi di salute, risoltisi nel 2016. Insomma a 60 anni Dal Pont nel 2015 ha ottenuto l’immissione a ruolo, nel 2016 ha vinto la sua malattia e si stava avvicinando con serenità alla pensione, che arriverà però solo nel 2022.

Nulla faceva presagire sorprese sgradite, e invece dal Miur a luglio è arrivata la comunicazione che, trovandosi in esubero, era stato trasferito nel posto vacante più vicino: Verbania. «Ho due strade davanti a me: il ricorso al Tar che mi costerebbe una fortuna; e l’assegnazione provvisoria per un anno in una scuola di Venezia dove ci sono 8 cattedre scoperte per la mia materia, ma non posso chiedere l’assegnazione definitiva, e sa perché? Perché una cattedra effettivamente io ce l’ho,
ma a Verbania. Il ricorso all’assegnazione provvisoria potrebbe essere una soluzione. Deciderò coi sindacati quale percorso migliore intraprendere. Se dovessi trasferirmi sul serio a Verbania, dovrà unire il pranzo con la cena, in quanto dovrà mantenere due abitazioni». (r.p.)

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