Quotidiani locali

Croazia sotto accusa per gli stock ittici «Noi non vogliamo distruggere il mare»

CHIOGGIA. «Sembra che ci siano solo i “pescatori cattivi” che vogliono distruggere il mare. E ci si dimentica delle imprese, anche con 20 addetti, che lavorano seriamente e alimentano l’economia di...

CHIOGGIA. «Sembra che ci siano solo i “pescatori cattivi” che vogliono distruggere il mare. E ci si dimentica delle imprese, anche con 20 addetti, che lavorano seriamente e alimentano l’economia di una città come Chioggia, fiore all’occhiello delle marinerie».

La correlazione tra l’aumento dello sforzo di pesca e il pericolo di estinzione per gli stock ittici (la maggior parte, in Adriatico) che sembra emergere dalle indagini sui pescherecci “rottamati” per finta, e dalle dichiarazioni di alcuni esponenti ambientalisti, non piace a Marco Spinadin, responsabile regionale di Federcoopesca. «I pescatori sono i primi ad essere interessati alla tutela del mare. Una prova ce l’abbiamo, proprio oggi, sotto gli occhi, con il decreto per i piccoli pelagici (acciughe, sardine, ecc.) , che contiene misure concordate con il ministero, tra cui, ad esempio un fermo pesca, a dicembre, per favorirne la riproduzione. Siamo pronti a concordare anche quote di prelievo tra le varie marinerie, italiane no. Ma quando nel mirino c’è lo sforzo di pesca delle flotte pescherecce italiane, ci si “dimentica”, purtroppo, quello che accade sull’altra sponda dell’Adriatico. La Croazia ha triplicato la sua flotta, prima di aderire, nel 2013, alla Ue. In tutto l’Adriatico sono
rimaste 40 coppie di volanti italiane (solo 5 o 6 a Chioggia, rispetto alle 18 di 25 anni fa) a fronte di 220 coppie croate che prelevano annualmente 68mila tonnellate di piccoli pelagici, un terzo in più delle 42mila italiane. Dunque, da che parte sta lo sforzo di pesca?». (d.deg.)


TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon