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Due arresti per violenza sulle ex mogli

Le custodie cautelari ordinate nei confronti di due uomini di Fossalta e Meolo dopo continui episodi di minacce e molestie

FOSSALTA DI PIAVE. Violenza sulle donne, a pochi giorni dal femminicidio di Musile, con la morte della 38enne di Torre del Greco Maria Archetta Mennella, uccisa a coltellate dall’ex marito Antonio Ascione ora in carcere, nell’abitazione di via Dante 11, arrivano due nuovi ordini di custodia cautelare nelle ultime 48 ore, eseguiti dai carabinieri della compagnia di San Donà. Sono ai danni di due uomini di Fossalta di Piave e Meolo. Sono responsabili di reati in materia di violenza contro le donne. A Fossalta, il caso di un cittadino italiano residente nel comune, per il quale il Gip, giudice per le indagini preliminari di Venezia, ha disposto la custodia cautelare in carcere dopo le reiterate minacce e molestie ai danni dell’ex compagna. Gli inquirenti hanno stabilito che le ha cagionato all’ex moglie “un grave e perdurevole stato di ansia e di paura tale da ingenerare fondato timore per la propria incolumità”. Reati per cui l’uomo aveva già scontato precedentemente una pena in carcere, e per i quali aveva ricevuto l’ammonimento da parte del questore di Venezia. Era stato inoltre arrestato per evasione da quella misura cautelare. A seguito dei suoi precedenti e dei vari episodi di minacce che si sono verificati nell’ultimo periodo, come documentato dai carabinieri della stazione Noventa di Piave, il pubblico ministero si è visto costretto a richiedere la più grave delle misure cautelari in attesa del giudizio. L’altra sera i carabinieri lo hanno individuato e condotto al carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia. Alle spalle, una storia difficile con questa donna, la difficoltà di accettare la fine di un rapporto che era nato male e con i presupposti sbagliati. A Fossalta tutti conoscono ormai la vicenda e temono che possa continuare ancora per la difficoltà di rassegnarsi da parte dell’uomo.

A Meolo, invece, un cittadino albanese residente nella cittadina, per il quale il Gip di Venezia ha disposto la misura degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico a causa dei reiterati atti persecutori posti in essere nei confronti della moglie, da cui è legalmente separato, e anche nei confronti del figlio maggiorenne.

Condotta che ha mantenuto per anni sino agli ultimi episodi a seguito dei quali il pubblico ministero ha richiesto la misura della custodia, necessaria alla luce dell’aggravarsi della situazione.

In particolare
dopo l’ultimo episodio di violenza nei confronti dell’ex coniuge. La donna è stata costretta a ricorrere alle cure ospedaliere per vari traumi riportati. Tutti gli episodi sono stati documentati nel tempo dai carabinieri della stazione di Meolo.

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