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Casinò, incassi in aumento nonostante gli scioperi

A luglio circa il 4 per cento in più di un anno fa e crescono molto anche gli ingressi Nuove agitazioni sindacali sino al 25 agosto per il rifiuto a trattare del Comune

VENEZIA. Gli scioperi in sequenza a fine turno di luglio dei dipendenti del Casinò - proclamati dai sindacati per protestare contro il nuovo contratto e regolamento adottato unilateralmente dal Comune - non sembrano aver prodotto troppi danni sugli incassi della casa da gioco veneziana nel mese di luglio, che si è chiuso in rialzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E questo spiega forse in parte la linea intransigente adottata dall’azienda e dal Comune che - dopo gli scioperi - hanno in pratica rifiutato l’invito a riaprire le trattative proposto dai sindacati, che per questo avevano fissato al 6 agosto l’inizio di una nuova tornata di agitazioni per vedere se ci fossero margini di accordo nel frattempo.

Ma di fronte alla porta chiusa da Ca’ Farsetti i nuovi scioperi sono scattati da subito e fino al 25 agosto. Per quanto riguarda gli incassi di luglio del Casinò, hanno superato di poco i 7 milioni di euro (mance escluse), con una crescita di poco inferiore al 4 per cento rispetto al luglio 2016. C’è stata anche una forte crescita degli ingressi, superiore al 18 per cento rispetto a un anno fa, con circa 68500 presenze, trainate forse anche dalle iniziative di marketing attuate nell'arco del mese. Buon risultato per le slot machines, che incassano circa 4 milioni e 300 mila euro, crescendo di oltre il 2 per cento mentre il punto banco cresce di oltre il 20 per cento, cresciuto del 20,99 percento con introiti per 295.683 euro. Andamento più alterno per i giochi al tavolo verde. Intanto nella nota inviata alla presidenza del Casinò dalle segreterie Slc-Cgil, Fisascat-Cisl, Snalc-Cisal, Rlc-Ugl e Terziario Sgb si legge tra l’altro: «La Proprietà e la Società ci hanno tenuti inchiodati per quattro lunghi mesi a un tavolo di trattativa che si è rivelato poi essere una farsa, inscenata per mascherare la chiara volontà di non addivenire a un accordo, come alibi per giustificare le successive azioni unilaterali. Una volta di più affermiamo che è stata la Proprietà a chiudere quella trattativa. Avete unilateralmente disdettato il contratto e tutti gli accordi Avete imposto un Regolamento Aziendale al posto di ogni regolamentazione condivisa, infarcito di vuoti normativi e contraddizioni. State imponendo un assetto salariale dai contorni ancora oscuri, ma che, di certo, produce un taglio delle retribuzioni molto, ma molto oltre quello che, minimizzando, la Proprietà spiega ai giornali. In tale contesto ci chiedete di chiedervi un incontro. Non ce lo possiamo permettere: quello che ci state chiedendo è semplicemente un atto di sudditanza e non siamo disponibili ad associarci all’umiliazione della
dignità di Sindacato e Lavoratori».

Da registrare infine che nella galassia già affollatissima dei sindacati aziendali, ne nasce uno nuovo: il Siam, Nome «esotico»per il nuovo sindacato degli amministrativi del Casinò.

Enrico Tantucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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