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Borletti: «I giornali stranieri vedono Venezia in pericolo»

Per il sottosegretario ai Beni Culturali nessun “complotto”ma emergenza turismo «Servono decisioni operative del sindaco e sulle Grandi navi non c’è ancora accordo»

«Mi dispiace dover dire che avevo ragione, ma è evidente che ormai anche l’opinione pubblica mondiale, attraverso alcuni dei principali giornali stranieri, sta mostrando di aver compreso la gravità della situazione di Venezia rispetto a problemi come il rapporto sempre più difficile con il turismo e la situazione delle Grandi Navi». Il sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali - con delega ai siti Unesco Italiani come Venezia - Ilaria Borletti Buitoni, come sempre, parla chiaro e non nasconde il suo punto di vista sulla campagna mediatica internazionale che dipinge una Venezia formato Disneyland e ormai assediata dal turismo.

Sottosegretario, il Comune, ad esempio con l’assessore al Turismo Paola Mar, ha parlato a proposito di questi articoli apparsi sui giornali stranieri, di una «regìa» tesa a denigrare l’immagine di Venezia, quasi un complotto. Lei che ne pensa?

«Personalmente non vedo complotti e non capirei a che scopo, visto che tutti amano Venezia. Credo, semplicemente, che Venezia sia all’attenzione mondiale e anche i milioni di turisti che vengono qui ogni anno si rendano conto della situazione e così i giornali stranieri. C’è un passa-parola, forse, più che una regìa. Ma che tutto nasca dalla situazione sempre più degradata provocata dal turismo incontrollato, è sotto gli occhi di tutti. Non c’è da stupirsi che ne parlino i giornali stranieri, soprattutto mel periodo estivo, quando il turismo a Venezia tocca le sue punte».

Il Comune di Venezia deve fare di più per arginare il problema?

«Il Comune sta facendo qualche tentativo sul fronte del decoro, che va incoraggiato e il provvedimento sulla limitazione dei bed & breakfast va nella giusta direzione, ma non basta. L’Unesco ha sospeso il giudizio sul declassamento del sito Unesco di Venezia proprio apprezzando la buona volontà, ma ora servono decisioni operative sul problema dei flussi turistici. Se no la città non si salva».

Quali? E chi deve prenderle?

«Penso a sistemi di prenotazione delle visite o anche di bigliettazione, ma spetta comunque al sindaco della città prenderle. Il governo e il Ministero può affiancare il Comune ma non sostituirsi ad esso. È chiaro che decisioni efficaci e che vadano nella direzione del controllo dei flussi sono inevitabilmente destinati a scontentare una parte di cittadini o di categorie economiche veneziane. Ma se si cerca solo il consenso, non si affronterò mai il problema del turismo a Venezia, che diventerà sempre più grave. Credo che proprio il progressivo aggravarsi della situazione imporrà queste decisioni. Ad esempio quella presa dalla Giunta di consentire la realizzazioni di nuovi ostelli e alberghi per turisti “pendolari” a Mestre, forse darò qualche beneficio economico alla terraferma, ma rende ancora più esplosiva la situazione di Venezia, che “muore” proprio a casa dei turisti mordi e fuggi».

Sul problema delle Grandi Navi sembra che il Governo non abbia le idee chiare e il Comitatone è continuamente rinviato. E così?

«Non c’è dubbio che la fine imminente di una legislatura non sia il momento più propizio per decisioni strategiche come quelle sul
tracciato alternativo delle Grandi Navi. È necessario che però prima i tre Ministeri competenti, Infrastrutture, Ambiente e Beni Culturali trovino un accordo sul problema Grandi Navi. Convocare il Comitatone senza questo accordo non servirebbe a nulla».

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