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Cento anni fa nasceva il polo industriale di Porto Marghera

Cento anni fa nasceva il polo industriale di Porto Marghera

Il 23 luglio 1917 il presidente del Consiglio dei ministri Boselli, il sindaco di Venezia Grimani e il conte Volpi di Misurata firmano la convenzione per la costruzione del porto

PORTO MARGHERA. Giusto il 23 luglio di 100 anni fa l’allora presidente del Consiglio dei ministri Paolo Boselli, il sindaco di Venezia Filippo Grimani e il conte Giuseppe Volpi di Misurata, grande amico di Benito Mussolini e presidente della neonata Società Anonima Porto Industriale di Venezia, firmarono la convenzione per la costruzione del porto, l’insediamento delle nascenti industrie petrolchimiche e metalmeccaniche e la realizzazione del quartiere residenziale per i lavoratori.

La nascita del polo industriale. Il 23 luglio è una giornata storica per Venezia che segnò l’avvio della realizzazione del suo polo industriale e logistico (il più grande del nord Italia) interrando una parte delle valli lagunari meridionali (dove “el mar ghe gera”) per costruire fabbriche, banchine portuali, strade e ferrovie che nel corso degli ultimi decenni hanno visto chiudere interi cicli produttivi e ridurre gli occupati.

Erano oltre 40 mila negli anni Settanta, mentre oggi a Porto Marghera sono ancora presenti un migliaio di aziende, che occupano complessivamente poco più di 10 mila addetti dei quali solo 4 mila lavorano nelle industrie manifatturiere ancora attive.

Per questa memorabile data della storia più recente di Venezia e della sua terraferma non sono in programma iniziative e celebrazioni; martedì 25 luglio, il sindaco di Venezia, nonché presidente del Comitato nazionale per il centenario di Porto Marghera, Luigi Brugnaro, presenterà il programma aggiornato delle iniziative che si svolgeranno di qui alla primavera 2018 con mostre fotografiche, conferenze e convegni, itinerari educativi e didattici, un concerto alla Fenice e una rassegna di documentari e filmati.

Le celebrazioni. Il grosso delle iniziative comincerà nel prossimo settembre con esposizioni di immagini storiche del fondo Giacomelli al centro Candiani e con “Mestre Film Fest”, un Festival internazionale del cortometraggi con un “Premio speciale per la creatività culturale e le trasformazioni di Marghera postindustriale”.

Per l’occasione si è mobilitata anche l’Università, in particolare lo Iuav con “percorsi storici, mostre, archivi e scenari”, mentre le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil) puntano su tre conferenze a tema che si aggiungeranno ad altre iniziative a cura di associazioni e della Municipalità di Marghera.

In calendario ci sono convegni sulla ricostruzione dei fatti di cronaca giudiziaria (il processo per i morti del Cvm al Petrolchimico), sulla chimica, l’ambiente e la torre ex azotati.

Il 3 novembre prossimo, al Teatro La Fenice, debutterà un’opera sinfonica per coro e voci, commissionato al compositore Fabio Vacchi, ispirata appunto alle vicende che hanno coinvolto Porto Marghera e tratta delle liriche di poeti operai, tra i quali Ferruccio Brugnaro, ex dipendente della Montefibre, padre dell’attuale sindaco di Venezia e noto poeta-operaio recensito nelle antologie italiane e tradotto il tutto il mondo.

Il “compleanno mancato”. Per il Meetup GrilliVenezia e la consigliera comunale Sara Visman – che presenterà una interrogazione per sentire dal sindaco o dall’assessore competente «quali sono, se ci sono, i loro piani per il futuro sostenibile di Porto Marghera» – il 23 luglio è un “compleanno mancato” per Venezia.

«Dopo cento anni e stante il cammino mondiale verso produzioni più sostenibili» sostengono i grillini in un dossier dedicato a Porto Marghera «ci potremmo aspettare un polo industriale rinnovato e proiettato su orizzonti ad alta tecnologia e in piena compatibilità con il delicato ambiente lagunare. La realtà purtroppo è ben diversa: la riconversione non è mai partita, il Parco Scientifico Vega di Marghera, deputato ad aggregare nuovi percorsi di sviluppo, non ha soddisfatto le aspettative e le bonifiche

sono ancora al palo e sono ancora troppi i disservizi e incidenti che caratterizzano gli impianti ancora operativi. Intanto, gli accordi di programma sottoscritti per la riconversione e riqualificazione di Porto Marghera sono rimasti lettera morta».

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