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Descalzi: "Eni vuole diventare leader della chimica verde"

Claudio Descalzi, ad di Eni

Un polo distribuito su otto siti: a Porto Marghera la specializzazione sul cracking

ROMA. «Penso che l'aggregazione di un polo forte della chimica verde abbia spazi incredibili non solo in Italia, su tutti i prodotti italiani, ma anche all'estero. Ci sono praterie verdi su questo versante perché nessuno ha fatto niente e quindi è un fronte che dobbiamo aggredire, ma dobbiamo avere certezze regolatorie e legislative. E siamo noi che dobbiamo spiegare: questo non significa fare lobbying, ma far capire appunto come possiamo fare le cose al meglio. Perciò, credo moltissimo in u ...

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ROMA. «Penso che l'aggregazione di un polo forte della chimica verde abbia spazi incredibili non solo in Italia, su tutti i prodotti italiani, ma anche all'estero. Ci sono praterie verdi su questo versante perché nessuno ha fatto niente e quindi è un fronte che dobbiamo aggredire, ma dobbiamo avere certezze regolatorie e legislative. E siamo noi che dobbiamo spiegare: questo non significa fare lobbying, ma far capire appunto come possiamo fare le cose al meglio. Perciò, credo moltissimo in un agglomerato nella chimica verde».

Così l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in un'intervista al Sole24ore delinea il futuro delle attività chimiche del gruppo, disegnando per il Cane a sei zampe un percorso sostenibile, fatto anche di rinnovabili e gas, tale da poter far fronte alla crisi del settore petrolifero.

Fonte: ilsole24ore.it

Versalis. Eni cercava un partner e poi quel percorso si è stoppato. Che futuro immagina per la chimica?

"Il percorso della chimica sembra cambiato, ma in realtà è mutato solo il nostro approccio che è di mantenerne il controllo fino alla possibilità di un’Ipo. In questi tre anni i miei colleghi sono stati eccezionali perché la chimica aveva perso per vent’anni, ha lasciato sul terreno 7 miliardi nel giro di otto anni fino al 2014. C’era quindi uno sforzo da fare e non ero sicuro di riuscire a farlo da solo perché raddrizzare una performance così negativa non era semplice anche se credevo e credo molto nel nostro team e nelle strategie. Abbiamo dovuto accelerarle e a un certo punto si è anche pensato di prendere un partner che avesse competenze forti e ci allargasse il mercato".