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«Vigili, i veri assenti sono i 170 che ancora non sono assunti»

Dopo le polemiche sul Redentore la minoranza attacca «Nel 2016 mancavano 161 agenti contro i 134 di quest’anno»

«Nel 2016 le assenze tra i vigili urbani al Redentore furono di 161 unità contro le 134 di quest’anno. Insomma, quest’anno hanno lavorato più vigili. Quindi, l’amministrazione Brugnaro ha denunciato qualcosa che nei fatti non esiste».

Renzo Scarpa e Ottavio Serena del gruppo misto; Nicola Pellicani del Partito Democratico e Davide Scano del Movimento 5 stelle ieri hanno incontrato i giornalisti al municipio di Mestre per mettere un punto fermo sulla polemica sui vigili assenti la notte del Redentore. Aderiscono anche se assenti i consiglieri della lista Casson. Polemica avviata dall’assessore D’Este che ha portato il sindaco ad annunciare inchieste interne mentre il comandante Marco Agostini ha gettato acqua sul fuoco smentendo sabotaggi e illeciti e il prefetto ha parlato di una festa perfettamente riuscita. Le minoranze in consiglio comunale prendono posizione: «Chiederemo conto a sindaco e assessore di queste prese di posizione ma se guardiamo alla gestione del personale in Comune c’è una contrapposizione continua e cercata con i sindacati che si basa sui motivi più disparati e che oggi preoccupa», dice Scarpa. «Ben venga l’inchiesta del sindaco perché il comandante i numeri li ha forniti e si vede che non c’è stato alcun caso simile al Capodanno di due anni fa a Roma. Ben venga perché così sarà evidenziato il fallimento della riorganizzazione del personale che è invece una risorsa del Comune», incalza il Pd Pellicani. Ricorda i numeri, bassissimi (36) degli agenti che hanno aderito ai progetti speciali del Redentore per lavorare di più (fino a nove ore contro le sei del turno normale) prendendo 200 euro (ma anche 400, dicono i sindacati).

«I veri assenti in questa vicenda sono i cento stagionali e i 70 vigili in formazione lavoro che dovevano essere assunti dal Comune per l’estate e invece attendono ancora le visite mediche. Come la mettiamo?», insiste. «Non mi aspettavo la incapacità dell’amministrazione di Brugnaro a gestire il personale. La riorganizzazione si sta traducendo in disagi e disservizi evidenti. Hanno fatto una bandiera del tema sicurezza e ora attaccano i vigili che finora sono stati trattati come comunali di serie A», aggiunge Davide Scano. La minoranza compatta elenca tanti casi di scontro: il contratto decentrato, il Casinò; le carenze di personale all’Anagrafe di Mestre e pure l’assurda situazione dei dipendenti delle Municipalità che vanno al lavoro ma non hanno incarico. «Le domande di ferie dei vigili vanno presentate all’inizio dell’anno e sono concesse con quote del 25 per cento quadrimestrali. È stato così per i vigili in ferie durante il Redentore e francamente con solo 3 malattie improvvise, si sono sbilanciati in considerazioni avventate», avverte il consigliere Serena. «Ci sono gli ordini di servizio che parlano. Ora proporrei una inchiesta su chi intende aprire una inchiesta», aggiunge. In chiusura il doppio appello di Scarpa: al sindaco e alla sua giunta
di «abbassare i toni e riprendere corrette relazioni sindacali», e ai lavoratori «di stare calmi e non reagire alle provocazioni». «Basta linciaggi irresponsabili», tuona intanto il sindacato Diccap. E la Uil Fp medita ancora una querela contro D’Este.

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