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Cona, torna l’emergenza migranti a quota 1.361

Dopo gli ultimi sbarchi il numero di ospiti nella base torna a salire A Portogruaro le palazzine destinate ai profughi hanno gli impianti da rifare

CONA. Effetto Portogruaro già finito per Cona. Infatti dopo gli ultimi sbarchi in Sicilia e in Calabria i migranti ospitati nella ex base di Conetta sono tornati ieri a quota 1.361. Nessun beneficio, quindi, nemmeno dai nuovi posti trovati oltre a quelli nelle tre palazzine di via San Giacomo a Portogruaro. Nella città del Lemene in questo momento sono ospitati 28 richiedenti asilo. Il prefetto Carlo Boffi è più che preoccupato anche perché si rischia di aumentare gli ospiti di Conetta dove la situazione è sempre a rischio. Una struttura che lo scorso anno ha raggiunto anche quota 1.600 ospiti.

A Portogruaro la Prefettura sta utilizzando gli spazi ricavati in tre palazzine di proprietà del Demanio e un tempo in uso ai militari di leva che prestavano servizio nelle caserme locali. Solo una piccolissima parte delle strutture è utilizzata. Non sono esclusi interventi per rendere fruibile la gran parte degli spazi. Interventi che durerebbero dai due ai tre mesi.

Quando due settimane fa i tecnici del Comune, insieme alla giunta e al sindaco, hanno compiuto un sopralluogo per verificare le condizioni delle strutture, i tecnici hanno relazionato su una situazione certamente non esaltante. Secondo la relazione la dotazione degli impianti elettrico e termoidraulico è risultata precaria. L’impianto elettrico era manomesso in più punti e mancano i salvavita. Il riscaldamento è centralizzato, alcuni termosifoni sono stati tolti dalla sede originaria, l’acqua calda è assicurata da scaldacqua elettrici, l’impianto a gas va verificato.

Secondo questa relazione per potere essere riutilizzato il fabbricato deve essere sottoposto a manutenzione. Devono poi essere messi in sicurezza gli intonaci dei terrazzini esterni, che in alcuni punti sono crollati. L’accesso ai piani alti non è utilizzabile. Dovrà essere preparato il sistema fognario per lo scarico dei reflui. Solo la palazzina centrale è utilizzabile, non quella a nord e quella a sud. Sono fatiscenti e insicure. Almeno 8 stranieri vivono in ciascuno degli appartamenti ora agibili. Provengono da varie nazionalità: Ghana, Gambia, Senegal, Benin, Guinea Konacri, e hanno un’età compresa tra i 19 e i 30 anni. Le condizioni per loro non sono facili e lo testimonia la stessa relazione sanitaria stilata dai tecnici dell’Usl 4. Secondo l’Usl gli alloggi potranno ospitare 7 persone ciascuno, nell’ipotesi di un loro utilizzo
come dormitorio, cioè utilizzando le cucine esistenti come refettorio, i soggiorni come camere e se i pasti saranno garantiti da una ditta esterna. Ma considerati i continui sbarchi la Prefettura troverà i soldi per sistemare il maggior numero di alloggi.

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