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caorle. la tecnologia al servizio dell’agricoltura 

L’eccellenza di Vallevecchia a Superquark

CAORLE. L’agricoltura di precisione nella tenuta di Vallevecchia raccontata da Superquark, in prima serata su Rai Uno. Le telecamere dell’autorevole e seguitissimo programma condotto da Piero Angela...

CAORLE. L’agricoltura di precisione nella tenuta di Vallevecchia raccontata da Superquark, in prima serata su Rai Uno.

Le telecamere dell’autorevole e seguitissimo programma condotto da Piero Angela sono entrate più volte nell’azienda agricola pilota gestita da Veneto Agricoltura per raccontare, nella puntata messa in onda mercoledì scorso, come l’impiego di sofisticate tecnologie e software di ultima generazione permetta di rendere più sostenibile la lavorazione dei campi riducendo l’apporto di fertilizzanti e pesticidi, ottimizzando al massimo i consumi, l’impiego di energia e di materia prima, con benefici per l’ambiente e le coltivazioni. Negli oltre 800 ettari di coltivazioni a Vallevecchia i tecnici di Veneto Agricoltura e i ricercatori universitari stanno conducendo più progetti per costruire l’agricoltura di domani.

Il tutto grazie all’impiego di strumenti di misurazione Gps, droni, software che permettono di calcolare la fertilità del terreno per ogni singolo metro quadrato e calibrare la quantità di sementi da impiegare. Tutti i dati vengono trasferiti in una pen drive da collegare al computer di bordo delle macchine agricole e il gioco è fatto. È possibile anche seminare direttamente su terreni non arati, risparmiando così carburante e tempo e riducendo l’inquinamento. Lorenzo Furlan, responsabile del progetto “Agricare” di Veneto Agricoltura e Luigi Sartori, docente di meccanizzazione agricola dell’Università di Padova, hanno illustrato all’autore di SuperQuark Paolo Pinna, per tre volte a Vallevecchia, ogni singolo aspetto dell’agricoltura di precisione. «Non è soltanto una questione di innovazione», ha detto Piero Angela introducendo il servizio, «ma anche di efficienza ecologica. La produzione di cibo richiede infatti immense quantità di acqua e utilizza anche grosse quantità
di prodotti chimici. Sarebbe possibile fare meglio, molto meglio, esaminando nel dettaglio le caratteristiche dei terreni e usando sistemi regolati da un computer. Questo nuovo tipo di agricoltura già esiste nelle coltivazioni sperimentali in Veneto».

Nicola Stievano

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