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In arrivo un altro autovelox sulla Portegrandi Caposile

Da lunedì i lavori. Gli apparecchi fissi sulle sole provinciali sono ormai 20 senza contare la miriade di rilevatori su quelle comunali

JESOLO. Da lunedì prossimo, 17 luglio, inizieranno i lavori per l’installazione di un autovelox fisso lungo la strada provinciale 43 “Portegrandi – Caposile” all’altezza del Km 4+200. L’installazione di tale dispositivo è stata recentemente autorizzato dalla Prefettura di Venezia nell’ambito del Progetto Strade Sicure della Città metropolitana di Venezia, che ha individuato la provinciale 43 tra le strade di competenza a maggior tasso di incidentalità.

Il dispositivo verrà attivato una volta concluse le operazioni di installazione della segnaletica di preavviso e di taratura dandone preventivamente notizia attraverso i consueti canali di comunicazione. L'autovelox sarà reso ben visibile da adeguata cartellonistica in entrambi i sensi di marcia.

Qualora durante le lavorazioni venga occupata la corsia di marcia in direzione Portegrandi, la circolazione avverrà attraverso un senso unico alternato gestito a vista tramite movieri. Questa regolamentazione del traffico verrà istituita esclusivamente durante le operazioni tecniche che non consentano di mantenere libera la corsia di marcia in direzione Portegrandi. Appena le lavorazioni permetteranno di liberare la corsia, la gestione del traffico avverrà tramite le normali condizioni.

L'eventuale istituzione del senso unico alternato avverrà esclusivamente durante le ore diurne dal lunedì al giovedì compresi e fuori dagli orari di punta. Il personale della Città metropolitana gestirà per il tempo necessario il senso unico alternato, ed informerà l’utenza nell’innesto della S.P. n. 43 a Caposile.

Sono ormai diventati 20 gli apparecchi fissi gestiti sulle sole strade provinciali di maggior traffico, senza contare i velo ok  e gli autovelox disseminati un po' ovunque su quelle comunali e gli apparecchi fissi e mobili di cui è zeppa la Romea.

In certi casi, specie con gli apparecchi mobili, gli appostamenti si ricsolvono però in veri e propri "agguati" in cui le pattuglie si nascondono lungo tratti immediatamente successivi a riduzioni della velocità massima consentita.