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«Non sono nostalgico, i clienti sono soddisfatti»

Gianni Scarpa, il gestore della spiaggia fascista di Sottomarina, si difende con un mix di slogan, tra rispetto dei gay e odio per i Rom. «I miei cartelli sono graditi ai bagnanti»

SOTTOMARINA. «Fascista io? Ma quando mai... Io non sono né di destra, né di sinistra, non ho mai votato né l'una, né l'altra». Si difende così Gianni Scarpa, il gestore della spiaggia Playa Punta Canna che sta facendo fibrillare tutta Italia per i suoi cartelli. Apologia del fascismo, istigazione alla violenza, discriminazione, sono le accuse che gli piovono per le sue simpatie mussoliniane e il suo disprezzo verso «i tossici». Quando gli parliamo non c'è ancora stata la visita della Digos e lui è tranquillo.

Chioggia, nella spiaggia tra cimeli fascisti e discorsi razzisti:"I tossici andrebbero sterminati" Nel lido 'Punta Canna' a Chioggia, il proprietario intrattiene i bagnanti con discorsi che dall'altoparlante inneggiano all'ordine, alla disciplina e alla pulizia. Ma non solo. Nello stabilimento tappezzato da cartelli con Mussolini, frasi di Ezra Pound e vietato alla "gente maleducata" che "mi fa schifo" come gli fa schifo "la democrazia perché io sono per il regime", chiarisce come per lui "i tossici dovrebbero essere sterminati" e come "il 50% della popolazione mondiale è merda". A volte, oltre ai discorsi trasmessi ogni mezz'ora, l'uomo lascia spazio anche agli inni di regime e insulti a Papa Francesco per la sua apertura verso i migranti.

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«Le mie idee», dice, «sono un po' di destra, un po' di sinistra. Per esempio io amo i gay e le lesbiche. Ho un sacco di clienti di questo tipo e, se si comportano educatamente, come tutti gli altri, sono i benvenuti. Gli ebrei? Se sono più bravi negli affari, sono solo da ammirare. Confesso che ho qualche problema con i Rom: non è giusto educare i bambini a rubare. Quelli sì avrebbero bisogno di una ripassata».

Ma Gianni Scarpa non si ferma qui. Ne ha anche per i politici, ovviamente. «Io li fucilerei quelli che rubano denaro pubblico. E quelli che hanno mandato in malora le banche, truffando i risparmiatori. È sbagliato? Io la penso così e non ho paura a dirlo. Non si possono fare opere come il Mose, lo sapevano tutti che non avrebbe funzionato, si sono solo sprecati tanti soldi. E ammiro la Raggi: ha fatto bene a dire no alle Olimpiadi».

Spiaggia fascista Chioggia, Ainis: ''Non è 'a casa sua', il titolare istiga alla violenza'' "La democrazia mi fa schifo"; "Amo il regime e lo esercito a casa mia"; "i drogati vano sterminati": davanti ai comizi che il titolare dello stabilimento "Punta canna" di Chioggia Gianni Scarpa fa ai suoi 650 clienti, c'è da chiedersi se non incorra nel reato di "apologia del fascismo", punito dalla legge 645 del 20 giugno 1952, detta anche "legge Scelba". Il costituzionalista Michele Ainis spiega come la legge vieti la riorganizzazione del partito fascista, ma nella nostra costituzione è prevista anche la libertà di opinione. Il professor Ainis nota però che nelle dichiarazioni del signor Scarpa si può riscontrare il reato di "istigazione alla violenza"intervista di Giulia Santerini

Al mondo tante cose non vanno, ma che il rimedio sia il ritorno di Mussolini, o qualcosa di simile, lo crede davvero? «Mussolini era un social-liberale e ha fatto molto per l'Italia. Un errore grave, però, l'ha commesso: portarci in guerra. Ma è stato costretto da Hitler che, altrimenti, chissà cosa avrebbe fatto all'Italia».

Di queste cose parla con i suoi clienti? Cosa le dicono? «Sono tutti d'accordo con me, anche se, fuori di qui, non lo dicono per paura, per conformismo. Ma questa è casa mia e qui io dico quello che voglio. A qualcuno non piace? Libero di andare altrove. Ci sono tante spiagge qui vicino».

E il "manganello sui denti" citato in qualche cartello, lo ha mai usato? «Sono 22 anni che gestisco questo bagno. All'inizio questa zona era ritrovo di tossici e di amanti clandestini. Con qualcuno ho avuto dei diverbi, anche pesanti, ma li ho sempre risolti da solo, senza interventi delle forze dell'ordine. Me ne danno atto anche i carabinieri che frequentano Punta Canna. Ora, da almeno dieci anni, vivo di rendita: ho il mio pubblico affezionato e tutti sanno come ci si comporta. Sono bravi e a loro lo dico, ogni tanto. Bisogna anche "accarezzarli" i clienti. E qui è sempre tranquillo e tutto pulito. Sono contento io e sono contenti loro»

. Anche il personale applica le sue regole? «Qui ci sono ragazzi che lavorano con me da quando avevano 16 anni. Ora ne hanno 28 e portano a casa 20 mila euro l'anno, lavorando sette mesi: la stagione più il tempo per ristrutturare il bagno, perché ogni anno cambio disposizione. Pago sempre tutti in anticipo, non ho debiti e così mi sento libero».

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