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Musu lascia il progetto M9 e si dimette da Polymnia 

Il docente di Economia, nel consiglio di Banca d’Italia, motiva la scelta «Sono mesi che non ne seguo gli sviluppi, la mia è una decisione personale»

Un altro addio dal consiglio di amministrazione di Polymnia, la società strumentale della Fondazione di Venezia che sta portando avanti il grande cantiere in centro a Mestre del nuovo museo del Novecento, M9. Dal consiglio di amministrazione si è dimesso Ignazio Musu, professore emerito di Economia politica nell’Università di Venezia. Musu con una lettera al presidente della Fondazione di Venezia, Giampietro Brunello, ha annunciato le proprie dimissioni. E le motiva come una «scelta personale». Musu spiega: «Non ho più tempo per seguire il progetto M9. Sono mesi che non partecipo alle attività di Polymnia e alla fine ho assunto questa decisione che è assolutamente personale e assolutamente non politica», spiega il docente al telefono, che parla di una scelta rispettosa della Fondazione. L’economista veneziano attualmente è molto impegnato in Banca d’Italia, di cui è componente del consiglio superiore. E ovviamente questo impegno lo tiene lontano, assieme a tanti altri incarichi, dalle vicende veneziane e mestrine legate alla nascita del nuovo museo. Per il presidente della Fondazione di Venezia, Brunello, nei prossimi giorni ci saranno altre scelte da prendere, quindi, per sostituire il professor Musu che ha lasciato il posto vacante in Polymnia. Una assenza che pesa anche per il notevole curriculum dell’economista che tra l’altro è nel gruppo di esperti che lavora alle celebrazioni per il centenario di Porto Marghera.

L’uscita di Musu dal cda di Polymnia, come spiega egli stesso, non ha nulla a che vedere con le difficoltà che hanno accompagnato la struttura in quest’ultimo anno, tra polemiche intestine e dimissioni. Gli “scossoni” nel gruppo che lavora al museo del Novecento, investimento da cento milioni di euro della Fondazione, è passato anche per recenti decisioni di Brunello e del consiglio generale, come la recente decisione di prendere in mano la gestione del progetto M9, fino all’apertura. Congelando, la Fondazione Venezia 2000 per M9 presieduta da Giuliano Segre, considerato il “padre” del progetto museale e che ha accolto con amarezza la decisione. Successivamente la Fondazione ha nominato anche un nuovo comitato scientifico che seguirà la costruzione dei contenuti del museo. Coordinato dal professor Gianni Toniolo, uno dei maggiori storici italiani, membro del Consiglio Generale della Fondazione di Venezia, docente di storia economica e di politica economica, comprende nomi del calibro di Giuliano Amato, Walter Barberis, il giornalista Aldo Cazzullo, , Cesare De Michelis, presidente di Marsilio Editori, il giornalista Paolo Peluffo, e l’ex ministro e preidente del Cnel Tiziano Treu.

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