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«Grandi navi, Delrio sia più trasparente» 

Dossier dei comitati dopo la decisione Unesco: «Il referendum va rispettato, ci dicano cosa fanno»

«Il ministro Delrio e il presidente dell’Autorità portuale rendano pubblica e trasparente la loro attività degli ultimi giorni sulla questione delle grandi navi. Dopo il referendum che ha ribadito la volontà popolare di estromettere le grandi navi dalla laguna, altri progetti che prevedano scavi dannosi non possono essere accettati».

Il Comitato “NoGrandiNavi” torna all’attacco. Ha inviato un voluminoso dossier al governo, all’Unesco, al sindaco e al presidente del Porto. Chiedendo che siano annunciate al più presto le alternative alle grandi navi a San Marco. «Scelte che non devono essere calate dall’alto», dicono i portavoce del comitato Ambiente Venezia Armando Danella e Luciano Mazzolin, «ma devono rispettare le norme vigenti e la volontà dei cittadini». L’associazione se la prende con Delrio e Musolino. «Al ministro Delrio», si legge in una nota, «chiediamo di rendere conto delle riunioni e delle eventuali ipotesi di accordo che si stanno svolgendo con le grandi compagnie croceristiche e i loro raccomandatari locali; rendere pubbliche e trasparenti la natura delle riunioni, le loro finalità, i partecipanti, eventuali ipotetiche soluzioni progettuali tutte interne alla laguna su cui gli uffici ministeriali e periferici, a detta dello stesso ministro stanno lavorando per esaminare gli ultimi dettagli tecnici».

Il referendum del 18 giugno, conclude l’associazione, ha visto andare al voto 18.105 persone, e il prevalere schiacciante di “sì” all’esclusione delle navi dalla laguna e allo stop a nuovi scavi con 17.875 voti. Scelta chiara e inequivocabile, secondo i promotori della consultazione. Che non viene riconosciuta dal sindaco Brugnaro. «Non vale, i cittadini hanno già votato e si sono espressi diversamente», ha replicato a muso duro. Adesso la situazione è in una fase di stallo. La decisione dell’Unesco di rinviare il suo giudizio di un anno ha un po’ spiazzato i comitati che speravano invece in un’accelerazione della salvaguardia dopo l’ultimatum dello scorso anno. «La strada è giusta, anche se continuiamo a seguire la situazione», il giudizio finale dell’Unesco. Che ha approvato senza nemmeno dibattito la proposta del governo e del Comune. Più o meno quello che subito avevano detto la direttrice di Unesco Europa, Irina Bokova, venuta a Venezia a incontrare il sindaco dopo le aspre polemiche del 2016, e il vicedirettore, il veneziano Francesco Bandarin.

Il sindaco è stato molto soddisfatto
del rinvio concesso. I comitati un po’ meno. «I problemi sono ancora irrisolti», dicono, «e noi difenderemo la laguna, bene comune, dagli assalti speculativi delle grandi compagnie di crociera con sedi a Miami e a Madrid, che si intrecciano con gli interessi immobiliari». (a.v.)

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