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Comitatone a settembre rinvio sulle grandi navi 

Il ministro delle Infrastrutture lo ha comunicato al sindaco Brugnaro Flussi, ecco il primo contapersone sul ponte votivo del Redentore

Il Comitatone slitta a settembre. E così la decisione definitiva sulle grandi navi in laguna e la delibera quadro sul turismo, che doveva essere approvata ieri sera dalla giunta. La città non è ancora pronta per le decisioni drastiche sull’invasione. Anche se le «buone intenzioni» e i nuovi progetti hanno convinto l’Unesco a concedere un rinvio di due anni per la sentenza sui Siti protetti. Un’altra estate di fuoco si annuncia in laguna. Perché la pressione aumenta, e molti dei neoassunti vigili della Polizia turistica entreranno in servizio soltanto in settembre. Gli uffici del sindaco Brugnaro intanto hanno inviato all’Unesco e al ministero dei Beni culturali il dossier con gli interventi previsti. «A breve», dicono a Ca’ Farsetti, «sarà convocato il tavolo per il controllo dei flussi con il ministero. Venezia sarà il caso pilota in Italia».

Il Comitatone. Ormai è certo. La riunione del Comitatone, annunciata dal ministro Delrio per i primi giorni di luglio, è stata rinviata a settembre. Lo hanno comunicato al Comune gli uffici del ministero. Il nodo è sempre lo stesso, le grandi navi che l’Unesco vuole lontano da San Marco. Ieri altra riunione tecnica a Roma. L’accordo sembra trovato con una soluzione a lungo termine su Marghera per le grandi navi da crociera, che lasci alla Marittima soltanto le navi medie. Resta il nodo del Vittorio Emanuele. Per renderlo navigabile si deve fare la Valutazione di Impatto ambientale (Via). Comitati e ambientalisti si oppongono a nuovi scavi.

Ultimatum Unesco. L’ultimatum dell’Unesco si è dissolto un mese fa quando il Comitato mondiale «apprezzando gli sforzi fatti dal Comune e dallo Stato italiano per avviare provvedimenti a tutela del sito in pericolo», ha concesso un altro anno di proroga per realizzare i progetti. Al summit in corso a Cracovia, dove il caso Venezia era stato messo all’ordine del giorno, sarà illustrato il dossier degli interventi programmati. Ma non verrà presa alcuna decisione per stabilire se Venezia dovrà essere esclusa dall’elenco dei Siti patrimonio dell’Umanità.

La delibera quadro. L’assessore al Turismo Paola Mar aveva annunciato l’approvazione del testo nella seduta di ieri. Il sindaco Brugnaro ha poi deciso di sospenderla, perché alcune questioni come la sicurezza non sono ancora del tutto definite.

Contapersone. Il primo esperimento del «conteggio» dei turisti sarà fatto sabato e domenica della prossima settimana, giorni della festività del Redentore. Sono attese in laguna oltre centomila persone per la notte dei foghi e la giornata delle celebrazioni e delle regate. Sarà il primo vero esperimento sul campo di conteggio dei turisti. Una cellula sarà installata sul ponte pedonale che attraversa il canale della Giudecca. I dati saranno poi confrontati con quelli del satellite e delle telecamere.

Lancioni. Pronta anche la delibera per spostare l’approdo dei lancioni Gran Turismo provenienti dal litorale verso Sant’Elena. Dovrebbe spostare la pressione da San Marco e rendere il traffico acqueo meno caotico nell’area di San Zaccaria-Ca’ di Dio.

Cambi d’uso. Approvata la delibera che blocca i cambi d’uso da residenziale a turistico. Respinte tutte le proposte delle opposizioni. Che criticano soprattutto la «discrezionalità» lasciata al Consiglio comunale sui casi controversi. E anche l’esclusione dalle aree interessate al blocco della terraferma, del Lido e della Giudecca. Dove evidentemente la densità di alberghi e affittacamere è considerata a livelli di guardia.

San Marco. Ma il punto sotto gli occhi del mondo, insieme alle grandi navi, è la piazza San Marco. Area meta obbligata di quasi tutti i 30 milioni che sono stati a Venezia nell’ultimo anno. Per San Marco si pensa a sistema di «numero chiuso». Lo sta studiando anche il ministero dei Beni culturali. Lo stessi ministro Dario Franceschini, pur contrario al numero chiuso, ha proposto il controllo degli accessi per le aree monumentali più delicate.

L’invasione. Ma mentre si fanno progetti di lungo respiro - peraltro mai approntati in precedenza - la situazione è ben oltre il livello di guardia. Città invasa, soprattutto nelle ore diurne dai turisti mordi e fuggi - almeno 20 dei 30 milioni stimati - vaporetti strapieni, alberghi che nascono dappertutto - adesso anche in terraferma - anche nei palazzi venduti con il cambio d’uso dallo stesso Comune e dagli enti per fare cassa. Traffico acqueo impazzito, negozi artigiani che lasciano
il posto a suk e banchi che vendono paccottiglia, ambulanti che sub-affittano a stranieri, take away e fast food, bar che aprono dappertutto. Una trasformazione che accelera, senza che nessuno faccia nulla. E Venezia somiglia sempre più a Gardaland.

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