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«Non basterà trasferire 200 profughi» 

Cona. Il sindaco Panfilio interviene dopo la protesta di venerdì, il M5S chiede la chiusura dell’ex base

CONA. «Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un consistente trasferimento di migranti, sull’ordine delle 200 persone, da Conetta verso altri luoghi». Lo afferma, con tutte le cautele del caso, il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, all’indomani dell’ennesima protesta che ha agitato l’ambiente di Conetta. Sarebbe questo il primo risultato della trattativa che la Prefettura ha condotto per far rientrare la protesta di venerdì, ma anche l’effetto degli appelli dello stesso Panfilio a mantenere l’impegno di “sgonfiare” il centro di prima accoglienza che, negli ultimi tempi, era tornato ad ospitare una popolazione dell’ordine delle 1.400 persone (addirittura 1.600 secondo alcune indiscrezioni). «Ieri ne sono stati allontanati 16» dice Panfilio «ma oggi ne sono arrivati altri 26. È chiaro, comunque, che non è importante contare le singole unità, ma va considerato il trend complessivo. Anche il trasferimento di quei 200 non servirà a nulla se non sarà seguito, a breve, da analoghi provvedimenti».

Erika Baldin, consigliera regionale del M5S, critica «il Governo e l’Europa» per colpa dei quali, si è scatenata «una nuova guerra tra poveri, profughi contro altri profughi a dimostrazione che il malessere generato dalla male gestione dell’immigrazione non è fondato sul razzismo. Conetta deve essere chiusa».

E, tuttavia, cosa fare per disinnescare la “bomba” di Conetta è un argomento complesso che richiede competenze e interventi multilaterali. Per questo Barbara Penzo, consigliera comunale Pd a Chioggia, ha raccolto l’appello del sindaco di Cona e ha interessato la “filiera” del suo partito. «Ho chiamato tutti gli esponenti del mio partito con cui sono in contatto, dai segretari provinciale e regionale, Scattolin e Bisato, ai consiglieri regionali, ai parlamentari, per invitarli ad aderire a un tavolo tecnico, richiesto da Panfilio, che esamini, da un punto di vista operativo, i possibili interventi per Conetta». «Ho poca fiducia nella “politica”», rimarca Panfilio «ma chiunque sia disposto a spogliarsi della sua appartenenza per offrire idee e proposte, senza preconcetti, per me è benvenuto a questo futuro tavolo. La situazione, così com’è, è insostenibile: bisogna fare qualcosa». La protesta di venerdì ha stimolato anche altre reazioni. Mauro Armelao, vice segretario nazionale
di Ugl polizia di Stato, chiede un presidio interforze permanente a Conetta e sollecita il ministero a inviare «subito, non dal 15 luglio»,«Non basteranno i rinforzi ai commissariati del litorale, in numero di almeno «50 unità, non le 18 ora previste».

Diego Degan

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