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«Marittima intoccabile bisogna scavare il canale» 

Per Trevisanato (Vtp) l’unica soluzione alternativa resta il Vittorio Emanuele «Marghera solo per le meganavi, ma guai a pensare di spostare là anche le altre»

«La soluzione per il passaggio alternativo al Bacino di San Marco delle navi da crociera non può che essere, a questo punto, lo scavo del canale Vittorio Emanuele, senza bisogno di allargarlo e in regime di ordinaria manutenzione, asportando i fanghi per aumentarne la profondità e stoccandoli nei siti già individuati. La scelta di Marghera per le Grandi Navi oltre le 96 mila tonnellate, che ora non entrano in laguna, può andar bene. Ma non si pensi progressivamente di portare a Marghera il traffico crocieristico, perché questo vorrebbe dire far morire la Stazione Marittima e non resteremmo a guardare».

Il presidente della Venezia Terminal Passeggeri - la società che gestisce lo scalo crocieristico veneziano, ora in mano alle compagnie di crociera – Sandro Trevisanato è molto chiaro e netto sulla soluzione che secopndo quanto anticipato l’altro ieri dal sindaco di Venezia Luigi Brignaro sarebbe stata individuata dal Governo e dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio per risolvere finalmente il problema della via alternativa al passaggio delle Grandi Navi da San Marco. Una soluzione che prevede due accosti per le Grandi Navi a Marghera sul canale Industriale Nord nelle banchine adiacenti alle Fincantieri e un terzio approdo entro il 2021 in adiacenza al canale Brentelle. Resta anche la soluzione dello scavo del Canale Vittorio Emanuele, ma con tempi e modi tutti da definire. Ed è proprio questo che preoccupa Trevisanato. «Non vorrei che si pensasse progressivamente di spostare il traffico crocieristico a Marghera, adducendo la difficoltà dell’intervento di scavo del canale Vittorio Emanuele e la necessità di una Valutazione di impatto ambientale pe il progetto - commenta il presidente di Vtp - perché non è così. Il presidente dell’Autorità Portuale di Venezia Pino Musolino eserciti la sua funzione e attui lo scavo come ordinaria manutenzione. Non serve allargare il canale, perché le navi da crociera possono continuare a passare con la larghezza attuale. Ma che nessuno pensi di trasformare la Marittima progressivamente in uno scalo destinato alle navi da crociera sotto le 40 mila tonnellate e ai grandi yacht. Le navi da crociera sotto le 40 mila tonnellate sono infatti circa il 5 per cento del totale del nostro traffico e i grandi yacht a Venezia e in Adriatico non vengono, tanto è vero che anche in occasione della Biennale le aree di sosta che già possediamo per gli yacht sono rimaste inutilizzate. Con questa prospettiva futura la Marittima muore e non si pagano quasi 6 milioni di euro annui di concessione per uno scalo in cui quasi nessuno verrebbe più». Disco verde invece per le meganavi da crociera a Marghera.
«Anche noi avevamo progettato uno scalo per loro a Dogaletto di Mira - ricorda Trevisanato - e sarebbe assurdo per Venezia perdere questo traffico, visto che delle 67 navi da crociera che si costruiranno nel mondo da qui al 2025, 49 saranno oltre le 96 mila tonnellate».(e.t.)

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