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Mozione unanime per Thetis 

Dopo l’annuncio dei licenziamenti l’appello di sindacati e consiglio comunale a Regione e governo

Non bastavano le mazzette pagate a politici e imprenditori stornate dai fondi pubblici miliardari spesi per la realizzazione del Mose. I danni creati dal Consorzio Venezia Nuova ricadono anche sulle spalle dei lavoratori della controllata Thetis spa, la prestigiosa società di ingegneria con sede nell’Arsenale di Venezia che sviluppa progetti e applicazioni tecnologiche per l’ambiente e il territorio.

Dopo l’annuncio dell’amministratore unico, Werther Montanari, di cinquanta licenziamenti – che di fatto dimezza gli organici di Thetis – arrivano la vibrata protesta dei sindacati di categoria che chiamano in causa la Regione e una mozione, votata ieri all’unanimità in Consiglio comunale, che chiede un intervento d’autorità del sindaco Brugnaro presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Sotto accusa, ancora una volta, è il Consorzio Venezia Nuova che non paga gli 8 milioni circa di euro che deve a Thetis per i lavori realizzati per il Mose.

«I commissari del Consorzio Venezia Nuova» dice Riccardo Colletti, segretario generale della Filctem-Cgil «debbono inserire tra le proprie priorità l’intervento mirato al consolidamento dell’attività di Thetis attraverso il ripristino dei crediti che Thetis vanta direttamente dal Consorzio. Ma allo stesso tempo, visto che si tratta per noi di un’emergenza, è necessario che la Regione si metta in prima linea cercando di sanare questa situazione, così come è stato fatto nei confronti del consorzio Sifa sulla questione bonifiche di Porto Marghera».

La mozione votata ieri in consiglio comunale – su proposta del consigliere del Pd, Nicola Pellicani e sottoscritta poi da altri consiglieri – , chiede al sindaco Brugnaro «di attivarsi immediatamente in difesa di Thetis e dei suoi dipendenti, impegnandosi presso il governo a Roma per consentire il recupero dei crediti che la società vanta nei confronti del Consorzio Venezia Nuova, per scongiurare la liquidazione dell'azienda». «Pur avendo approvato il bilancio 2016 con un passivo di circa 3,5 milioni» continua la mozione «Thetis vanta un credito di oltre 8 milioni dal Consorzio Venezia Nuova i cui soci privati sono in gran parte i medesimi di Thetis. Inoltre c’è un credito di ulteriori 5,5 milioni dovuti da Roma Tpl Scarl». Nella mozione votata ieri si ricorda che il Consiglio comunale aveva già approvato all’unanimità il 25 gennaio 2016 una presa di posizione a «sostegno di Thetis, unico esempio nella città storica di attività ingegneristica di alto profilo, slegata dal comparto turistico, esempio di come nella città storica siano sviluppabili attività immateriali e quindi assolutamente compatibili col fragile tessuto urbano».

In un comunicato stampa anche Gianluca Trabucco – portavoce Articolo Uno Mdp metropolitano – sostiene che «è indispensabile che Comune, Città metropolitana e Regione chiedano con forza all’ad di Thetis e agli azionisti di recedere da questa scelta scriteriata. Il governo, che ha la titolarità della concessione
con il Consorzio Venezia Nuova, deve avere la consapevolezza che Thetis può svolgere un ruolo determinante per la salvaguardia di Venezia, e agire in tutti i modi possibili per scongiurare il rischio di chiusura o il drastico ridimensionamento».

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