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Thetis, 50 a casa se il Consorzio non paga  

Al tavolo di crisi regionale l’amministratore unico Montanari ha comunicato i licenziamenti a lavoratori e sindacati

Una cinquantina di lavoratori di Thetis – l’impresa di proprietà del Consorzio Venezia Nuova, specializzata in tecnologie marine e ingegneria ambientale che ha sede all’Arsenale – cioè circa la metà della forza-lavoro della società, saranno licenziati perché il “papà” Consorzio si rifiuta di pagare gli 8 milioni circa di euro che deve alla sua controllata per le commesse svolte, soprattutto per incarichi legati alla realizzazione del Mose.

È quello che l’amministratore unico di Thetis Werther Montanari ha comunicato ieri ai rappresentanti sindacali dei dipendenti dell’azienda e alla Cgil nel tavolo di crisi regionale convocato con urgenza. Se il Consorzio facesse il suo dovere e pagasse i suoi debiti, Thetis – che ha chiuso il bilancio 2016 con un passivo di 3 milioni e mezzo di euro – sarebbe abbondantemente in attivo e il suo amministratore non dovrebbe licenziare nessuno. Ma visto che proprio il Consorzio, con il commissario Giuseppe Fiengo, circa un mese fa ha chiesto in Assemblea dei soci un nuovo piano industriale per rilanciare Thetis, ridicendo anche il costo del lavoro, per far quadrare i conti ora al dottor Montanari – come ha comunicato ieri – non resta che licenziare una cinquantina di persone sui 116 attualmente in servizio. Una ventina di dipendenti, quelli che operano nel ramo dei servizi “intelligenti” dovrebbero essere ceduti a un’altra società, insieme al ramo d’azienda. «Basiti» ieri alla notizia anche i rappresentanti di Regione e Comune, rappresentato del sindaco Luigi Brugnaro per il lavoro Paolino D’Anna. Ma proprio da Ca’ Farsetti è arrivato ieri un altro brutto segnale: è stata infatti revocata la commissione consiliare già convocata per il 5 luglio che avrebbe dovuto ascoltare proprio Fiengo e Montanari sul futuro di Thetis. «Si fanno i Consigli comunali straordinari per i lavoratori di Ilnor e Superjet», commenta il consigliere comunale del Pd Nicola Pellicani, che sul caso Thetis ha presentato due interpellanze che dovevano essere discusse proprio il 5 – e invece a quanto pare si vogliono abbandonare quelli di un’azienda veneziana sana e produttiva come Thetis al loro destino, Il sindaco Brugnaro non ha ancora speso una sola parola su questa brutta storia. Auspico che la commissione consiliare su Theis sia riconvocata al più presto, la città deve dare un segnale». Il parlamentare di Mdp Michele Mognato annuncia sulla vicenda una nuova interrogazione parlamentare al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. «In questa città si parla solo di turismo», commenta, «ma è incredibile che si mandino a casa i lavoratori di una delle poche aziende veneziane produttive ancora presenti in città, perché il Consorzio Venezia Nuova, con i fondi dello Stato, non paga i lavori che ha commissionato». A essere licenziati saranno anche i dipendenti di Thetis che svolgevano il servizio disinquinamento per conto delle Provveditorato alle Opere pubbliche, compreso il controllo
degli scarichi reflui delle attività commerciali. Chi svolgerà ora questo lavoro? E la polemica, all’interno di Thetis, è anche per le molte e pagate consulenze che il Consorzio ha affidato all’esterno, invece di lasciarle ai dipendenti dell’azienda.

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