Quotidiani locali

Airbnb, fino a 3,8 milioni dall’imposta 

È quanto il Comune potrebbe incassare applicando la tariffa minima di due euro al giorno a chi affitta un alloggio

Il “colosso” Airbnb a Venezia, che continua a crescere, sia pure più lentamente. Con 7.150 strutture nell’area metropolitana veneziana, seguita a larghissima distanza a livello veneto - con 1892 - da Verona. Circa il 50% di tutte quelle presenti nel Veneto sono concentrate appunto nell’area veneziana. E nel solo Comune di Venezia le strutture di affitto turistico non tradizionale legate al noto sito sono 2.440, aumentate solo dell’1,3 per cento nel 2016, dopo una crescita vertiginosa negli ultimi anni, se si pensa che solo cinque anni fa esse erano ancora 159.

Sono i numeri freschissimi della ricerca appena conclusa - e che sarà presentata domani, come riferiamo a parte - sul fenomeno Airbnb a Venezia e in Veneto, condotta in particolare dal professor Jan Van der Borg, docente di Economia del Turismo a Ca’ Foscari. Dati preziosi per analizzare la crescita del fenomeno e anche per orientare le politiche turistiche del Comune di Venezia che - come altri stanno già iniziando a fare - dovrà cercare un accordo con Airbnb per far emergere compiutamente il fenomeno delle affittanze turistiche private, colpendo il “nero” e generando anche nuove risorse dal turismo per l’amministrazione, che integrino quelle dell’imposta di soggiorno.

I prezzi più alti del Veneto. L’ex provincia di Venezia ha la media di prezzo giornaliero più alta per una struttura ricettiva non convenzionale tra tutte quelle venete: 152 euro al giorno. Ma se si limita lo sguardo al solo Comune di Venezia, il prezzo sale ancora. La media infatti - secondo i dati della ricerca - è di 190,5 euro al giorno per gli appartamenti e le case intere, 90 euro per le stanze private e 47 euro per le stanze condivise.

La permanenza media e le prenotazioni. Un turista che a Venezia si rivolge ad un alloggio turistico promozionato da Airbnb, si ferma mediamente per 3,7 giorni. Mediamente una tipologia di struttura di casa intera o appartamento riceve all’anno 24,88 prenotazioni. Le camere private ne ricevono 30,57 e le camere condivise si fermano a 20,42 prenotazioni annue. Il tasso medio di occupazione di una struttura Airbnb nel territorio comunale è dello 0,39.

Il fatturato. Il fatturato giornaliero potenziale di tutte le strutture presenti nella piattaforma Airbnb per la destinazione Venezia è di 886.883 euro (148,3 euro per struttura). Il fatturato potenziale annuo per il territorio veneziano generabile dalle strutture Airbnb è di 743 milioni 101 mila 563 euro, con una media per struttura di 10 mila 434 euro all’anno.

I posti-letto complessivi. La «potenza di fuoco» complessiva delle strutture Airbnb a Venezia è di 27.648 posti-letto, di cui 22.735 in appartamenti o case intere, 4536 stanze private e 377 stanze condivise.

L’imposta di soggiorno potenziale. Se il Comune di Venezia riuscisse a far pagare l’imposta di soggiorno a tutti i proprietari di alloggi turistici che si posizionano sulla piattaforma Airbnb e se per essi si applicasse la tariffa minima intera prevista da Ca’ Farsetti - che è di 2 euro al giorno - l’amministrazione potrebbe ricavare da queste strutture da un milione 350 mila euro l’anno a un massimo di 3,8 milioni di euro annui, in base all’attuale tasso di occupazione.

Le località balneari. La destinazione più rappresentative per Airbnb tra le località balneari veneziane è Jesolo con 328 strutture, seguita dal Comune di San Michele al Tagliamento con 222, Caorle con 193, Chioggia con 186, Cavallino-Treporti con 118 e Eraclea
con 56. Le strutture presenti sono medio-grandi.

Infatti 506 presentano una sola stanza, da 611 sono strutture con due stanze, 113 con tre stanze da letto e solo 17 con quattro stanze da letto. 45 strutture sono invece costituite da monolocali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista