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Oggi il ballottaggio in quattro Comuni 

Urne aperte dalle 7 alle 23 per scegliere i sindaci di Mira, Mirano, Marcon e Jesolo. Sfida all’ultimo voto tra i candidati

VENEZIA. Il grande giorno è arrivato e oggi si vota nei Comuni giunti al ballottaggio: Mira, Mirano, Marcon e Jesolo. Seggi aperti dalle 7 alle 23 per 89.599 elettori. In ciascun Comune si sfidano i due candidati più votati, ma che non hanno raggiunto il 50 per cento più uno dei voti al primo turno.

I Comuni al voto. Quattro i Comuni alle urne. Mira, la città più grande, poi Mirano con la sua sfida appassionante, Jesolo, la città balneare alla svolta, e Marcon dove tutto è da decidere all’ultimo voto. Tra i Comuni con più di 15 mila abitanti solo Santa Maria di Sala ha eletto il suo sindaco al primo turno confermando l’uscente Nicodemo Fragomeni. Mentre tra i Comuni più piccoli hanno votato Salzano, Noventa di Piave, Campagna Lupia, Pramaggiore. In tutto nove Comuni su 44 sono stati interessati da questa tornata elettorale nella Città Metropolitana di Venezia

Astensionismo. L’avversario principale resta sempre l’astensionismo, al primo come al secondo turno, soprattutto in città come Jesolo che sono in piena stagione estiva, con tutti gli operatori del turismo impegnati nel lavoro. Qui ben 8.000 cittadini non hanno votato e la percentuale si è fermata al 62 per cento circa. Il rischio è che possa diminuire ancora. Ma in tutti i Comune, al primo turno l’affluenza è stata già molto bassa e il rischio è che possa addirittura scendere ancora oggi. Ecco perché i candidati hanno puntato molto a convincere quella fetta di elettori che non ha votato al primo turno, oltre a quelli che hanno votato per altre liste adesso fuori dal gioco.

Liste civiche e partiti. Il dato politico rilevante è che le liste civiche sono in crescita e determinano la scelta dei candidati in Consiglio comunale, oltre che i sindaci. Crollano quasi ovunque i Cinque Stelle, mentre ci sono alleanza inconsuete, come quella tra Forza Italia e Partito Democratico, che reggono bene a livello cittadino, affrancandosi dai diktat della polizia nazionale. È il caso di Jesolo che ha riproposto questa “santa alleanza” all’esame degli elettori. A Marcon il candidato a sindaco Carlo Zanatto, ex consigliere dei pentastellati, ha lasciato il simbolo. A Mira, Elisa Benato ha toccato il 20 per cento, pur con Alvise Maniero uscente e non ricandidato. I partiti forti sono dunque Pd, Lega, Forza Italia. Il Pd ha sostenuto candidati provenienti dalla società civile, quali Marco Dori e Vito Caputo, molto vicini al territorio.

I candidati. A Mira si contendono la carica di sindaco Marco Dori al 33,91 per cento e Antonella Trevisan al 25,22 per cento. Il primo, 35 anni, ristoratore e giornalista, criminologo, appassionato di poesia è appoggiato da Pd e civiche. La Trevisan per il centrodestra è espressione delle liste Fucsia di Brugnaro. Jesolo vede lo scontro tra Valerio Zoggia, al 42,94 per cento, sostenuto da Forza Italia e Pd più le liste civiche, e Alberto Carli, al 30,07, espressione della Lega e delle liste civiche, sostenuto dagli ex sindaci Francesco Calzavara e Renato Martin di nuovo assieme. Christofer De Zotti, rivelazione per il centrodestra con il 20 per cento, ha lasciato libertà ai suoi elettori che potrebbero essere strategici. Lui, espressione di una lista civica, Jesolo Bene Comune, e di Indipendenza Veneta, ha rifiutato alleanze e apparentamenti.

A Mirano corrono il sindaco uscente Maria Rosa Pavanello al 38,70 per cento, sostenuta dal Pd, e Alberto Semenzato, consigliere regionale della Lega, già vice sindaco. Quest’ultimo è al 14,55 per cento. Il tema più dibattuto in campagna elettorale è stato il Passante e le opere di compensazione, con risarcimenti mai arrivati ai cittadini.

A Marcon ci sono Matteo Romanello, 27enne leghista al 30,55, sostenuto dal vice governatore Forcolin, e il Pd Vito Caputo. Romanello ha dalla sua parte un centrodestra unito con Forza Italia, Fratelli d’Italia e liste civiche. Caputo, al 36,83 per cento, è il candidato sul quale punta il Pd, con esponenti Ncd ed ex Udc. Un candidato civico, senza tessere, impegnato nel volontariato.

L’ex sindaco, sconfitto, Andrea Follini si è fermato al 22 per cento e non appoggia nessuno, anche se i suoi voti rischiano di diventare determinanti.

Nessun apparentamento. Gli apparentamenti non ci sono
stati in alcuno dei Comuni al voto. In termini di seggi in Consiglio rappresentano una perdita troppo alta per chi risulterà vicitore, quindi continuano accordi più o meno alla luce del sole, i cui risultati si vedranno nelle prossime settimane.

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