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Allarme siccità nel veneziano, ora c’è il rischio razionamenti  

Utilizzo in aumento del 6% per il caldo. «Vicini al livello di guardia». Lettera di Veritas e Piave Servizi ai sindaci

MESTRE. La pioggia non arriva, i consumi d’acqua aumentano e le fonti di approvvigionamento cominciano a scarseggiare.

«Non ci siamo ancora, ma ci stiamo avvicinando al livello di guardia», fanno sapere da Veritas, la società il cui acquedotto serve Venezia, Mestre e buona parte dell’area metropolitana. Negli ultimi giorni a causa del gran caldo i consumi d’acqua sono aumentati nell’ordine del 6% soprattutto per l’utilizzo degli impianti di refrigeramento ad acqua. Già a fine aprile il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini, aveva scritto ai sindaci dei 25 Comuni avvisandoli del fatto che il perdurante stato di siccità stava riducendo la disponibilità di acqua di falda e di fiume per il servizio idrico potabile e della possibilità di porre delle limitazioni.

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Sono passati quasi due mesi, la pioggia da allora è arrivata solo per pochi giorni, e ora rischia di arrivare l’emergenza, che potrebbe portare i sindaci a firmare ordinanze per limitare il consumo superfluo dell’acqua - coma ha già fatto ad esempio il sindaco di Roma, Virginia Raggi - impedendo ad esempio il lavaggio delle auto o l’irrigazione dei giardini. Veritas preleva l’acqua da tre fonti: soprattutto dalle falde attraverso 60 pozzi, molti dei quali a Scorzè, che possono arrivare anche a 300 metri di profondità; dal fiume Sile, attraverso l’impianto di Ca’ Solaro a Mestre; e dal fiume Adige, potabilizzata all’impianto di Cavanella.

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E’ soprattutto in quest’ultimo che, nelle ultime settimane, si sono registrati problemi legati al fenomeno del cuneo salino - l’acqua del mare che “entra” nel fiume - obbligando Veritas a servire la città di Chioggia con l’acqua di falda, attraverso il lungo acquedotto che porta verso Sud.

Nel Sandonatese è l’Asi a garantire il servizio. «Se continua così dovremo affrontare il problema», spiega Renato Meneghel, a capo dell’azienda, «ma al momento non ci sono gravi disagi anche perché gli investimenti degli ultimi 2 anni hanno permesso di potenziare la portata da Roncadelle, Sinistra Piave». Vanno un po’ meglio le cose nel Veneto orientale, dove l’azienda Livenza-Tagliamento Acque serve dieci comuni, tra i quali San Michele al Tagliamento e Portogruaro, utilizzando come punto principale di prelievo le falde (21 pozzi) del parco delle Fonti di Torrate di Chions. «La falda è scesa di circa 4 metri», spiega Andrea Vignaduzzo, presidente di Livenza-Tagliamento Acque, «ma abbiamo anche molti altri punti di prelievo, ad esempio a Savorgnano (San Vito Al Tagliamento) che ci garantiscono la sufficienza». Alessandro Bonet, presidente di Piave Servizi, azienda che nel Veneziano serve Marcon e Quarto, ha inviato i sindaci una raccomandazione «per il contenimento dei consumi d’acqua».

Anche se la situazione è meno grave che in altri contesti - scrive - se l’aumento dei consumi, se la siccità dovesse prolungarsi, potrebbero esserci «disservizi nelle aree periferiche e nei piani più alti delle case, con effetti che si sommano a calo di potenzialità delle falde indotto dall’assenza di precipitazioni nell’autunno e nell’inverno».

 

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