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Il caso

«Via le navi dalla laguna». In 18 mila a Venezia hanno detto “sì” 

Successo per la chiamata ai gazebo dei comitati: soltanto 150 i no al quesito. «Il ministro Delrio, ora, tiri fuori i progetti: basta decisioni sottobanco» 

Venezia vista dai ponti delle contestatissime grandi navi Una serie di immagini scattate da Nicola Bianchi sul ponte di una grande nave al cospetto di San Marco: una vista impressionante, quasi da vertigini. Per i turisti vale il biglietto: e per Venezia?

VENEZIA. Alla fine è stato l’annunciato trionfo di “Sì”, ma ben oltre ogni aspettativa: 18 mila “sì” all’allontanamento delle navi da crociera dalla laguna di Venezia.

I Nograndinavi l’hanno chiamato “referendum popolare”, hanno stampato 25 mila schede uguali-uguali a quelle di una vera chiamata alle urne, distribuito porta a porta altrettanti volantini, attaccato sui muri 500 manifesti, aperto 62 gazebo-seggi tra Venezia e Mestre (e qualcuno sparpagliato anche in provincia, tra Mira e Chioggia), mobilitato oltre 200 volontari, speso molte migliaia di euro, incassandone 4 mila dalla vendita di magliette e cappellini. Non si è trattato propriamente di un referendum, hanno votato anche ragazzini di 12 anni e stranieri di passaggio, ma, scandisce Luciano Mazzolin: «Al massimo un 10 per cento di italiani e altrettanti stranieri: qui sono i residenti, i veneziani che si sono espressi, lo sappia il sindaco Brugnaro. Nelle prossime settimane caricheremo tutti i nomi e i documenti e certificheremo tutto».

"Petrolio" grandi navi, Venezia inquinata come Pechino? VENEZIA. Il titolo di questa sera della trasmissione "Petrolio" - alle 23.30 di giovedì 15 giugno - è inquietante "Polveri killer, piazza San Marco è più inquinata di Pechino". Si fa in realtà riferimento alle emissione di polveri sottile che una nave libera nell'aria in una sola corciera, pari a quelle di 5 milioni di auto.Duilio Giammaria dedica l'approfondimento all'allarme dell'Oms sulle morti da inquinamento nel mondo e parla anche di grandi navi a Venezia. Ecco il trailer



Certamente di una mobilitazione politica molto ben riuscita si è trattato: alle 22.22 l’annuncio dal palco in campo Santa Margherita, dove si è scrutinato anche seduti per terra. Hanno votato 18.105 persone, il 98,72% ha detto “sì”. In 150 hanno voluto esprimere il loro dissenso e mettere un “No” nell’urna.

Alle 11.30 il seggio di Santa Maria Elisabetta aveva già ultimato le 450 schede in dotazione: alla fine della giornata, con 1812 votanti, si è conteso con quello in campo Santa Margherita la palma del più affollato. 3.165 i “Sì” da Santa Croce-San Polo, 3 mila da Cannaregio, da Mestre e Marghera sono arrivati quasi 2.500, con code di 20-30 persone in attesa la mattina anche al gazebo di Forte Marghera, come quello in campo San Giacomo. In campo San Bartolomeo, oltre 600 voti, per la metà di stranieri di passaggio. Come in Erbaria. In campo Santa Margherita le schede si scrutinano seduti anche per terra, ogni tanto spunta un “No”: chi lo ha fatto - raccontano dai vari seggi - ha voluto far vedere ben chiaro il suo voto. Qualche discussione si è alzata di tono, ma fa parte della dialettica.



«Per noi l’obiettivo già di successo era tempestare la città di gazebo, come idea diversa di mobilitazione, per non riproporre una manifestazione alle Zattere», fa il modesto Tommaso Cacciari, «mai ci saremmo aspettati un successo simile. Vorrà dire che organizzeremo un pullman e porteremo queste 18 mila schede fino a Porta Pia, dove il ministro Delrio ha il suo ufficio: perché sappia, quando decide, cosa pensano i veneziani».

Sarà anche stato un “referendum” non ortodosso, ma di certo molte migliaia di veneziani e mestrini hanno deciso di ribadire il proprio “No” alla permanenza delle navi in laguna. «Esigiamo dal ministro Delrio che renda immediatamente trasparente quello che sta facendo», scandisce le parole Armando Danella, «e ne renda conto alla città di quali progetti stanno discutendo e con quali finanziamenti. Non è possibile che lo Stato agisca sottobanco, specialmente dopo 5 anni in cui non hanno fatto niente per togliere le navi dal bacino San Marco, se non proporre progetti su progetti devastanti, dal Contorta allo scavo del Vittorio Emanuele. Ora volgiamo sapere tutto».
 

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