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Brenta, crollate la metà delle rive 

Un dettagliato studio documenta il degrado del fiume

FOSSÒ. Chilometri di rive del fiume Brenta franati o in procinto di franare. Oltre il 55% delle rive da una prima stima fatta sono pericolose. Questi i risultati della ricerca, promossa dal Comitato Intercomunale Brenta, che ha visto coinvolti i Comuni veneziani di Vigonovo, Fossò, Campolongo Maggiore e i padovani di Cadoneghe, Vigonza, Noventa, Codevigo. Sono stati rilevati ampi tratti a rischio anche su Padova, Vigodarzere e Piove di Sacco.

«Sono stati percorsi quasi 70 chilometri fra riva sinistra e destra», spiega per il comitato Brenta Sicuro Marino Zambon, «soprattutto con le imbarcazioni della Protezione Civile ma anche a piedi, rilevando i punti critici rappresentati da smottamento e scalzamento degli argini (frane) e le alberature scivolate nel letto del fiume o in procinto di esserlo che potrebbero indebolire l’argine e diventare di impedimento per il deflusso dell’acqua. I dati raccolti (centinaia di foto, filmati, punti Gps rilevati) sono in fase di elaborazione». Quasi il 60% delle rive da risultano pericolose e con una scarsa manutenzione. «La ricerca sarà presentata»,
conclude Zamboni, «agli amministratori pubblici (sono stati invitati l’assessore regionale all’Ambiente che ha la competenza sul corso d’acqua, l’Autorità di Bacino, la Città metropolitana di Venezia, la Provincia di Padova) il 29 giugno alle 21 a Campolongo in municipio. (a.ab.)

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