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Tuffi killer, l’Usl 4: «Chiudete i pontili» 

Jesolo. Quattro casi in 15 giorni. Un diociottenne è rimasto tetraplegico, un altro rischia la paralisi. Bramezza dice basta

JESOLO. Bagno di mezzanotte finisce in tragedia per un giovane che ora rischia la paralisi dopo un tuffo da un pontile. E’ il quarto caso in due mesi, uno dei quali è già condannato a una vita in sedia a rotelle.

Il direttore generale dell’Usl 4 Carlo Bramezza è drastico: «Chiudiamo i pontili». Il primario del pronto soccorso, Mattia Quarta, ricorda che sono già quattro i casi di giovani gravemente feriti dopo essersi tuffati dai pontili di Jesolo. Una sciagura che torna puntualmente. Tre di questi se la caveranno indossando un busto per lungo tempo. Purtroppo in un caso il giovane coinvolto ha perso l’uso di tutti e quattro gli arti ed è tetraplegico. Si trattra di un cittadino bosniaco di 18 anni.

L’ultimo episodio la scorsa notte ha coinvolto un diciannovenne polacco, residente in Germania, che con alcuni amici si è tuffato da un pontile del litorale. Qualche ora dopo si è presentato al pronto soccorso lamentando un formicolio alle mani. I sanitari hanno subito capito la gravità del fatto, lo hanno sottoposto a una TAC che ha confermato quanto presunto: la frattura della 5° cervicale. Trattandosi di una frattura con esiti neurologici il turista è stato trasferito nell’unità di neurochirurgia all’ospedale di Mestre. «Al momento le sue condizioni sono stabili», spiega il dottor Quarta, «il ragazzo dovrà eseguire altri accertamenti e dovrà essere tenuto sotto osservazione per qualche giorno in quanto, in caso di peggioramento della frattura, può rischiare la paralisi». «Approfitto», conclude il dottor Quarta, «per lanciare un appello ai giovani: non rischiate di rovinarvi la vita per un tuffo in mare, all’estremità dei pontili il fondale è basso, livello del mare non può attutire il tuffo e le conseguenze sono queste». Il pronto soccorso di Jesolo ha già registrato da inizio stagione quatto casi analoghi. Medici esperti come il dottor Fausto De Ferra non perdono occasione per sensibilizzare la popolazione e gli amministratori o le categorie. In tanti anni di prima linea al pronto soccorso purtroppo ne ha visitati a decine ogni stagione. Domenica scorsa un ventenne turista ha riportato la frattura della settima cervicale dopo aver battuto la testa sul fondale. Altri due casi a maggio con due turisti stranieri giovanissimi, uno dei quali resterà tetraplegico. Sono storie tristi che impressionano per le conseguenze che hanno avuto. «Un fenomeno grave, da arginare subito», dice il direttore generale dell’azienda sanitaria Bramezza, «non possiamo permettere che una leggerezza possa rovinare l’esistenza ai giovani che vengono in vacanza a Jesolo. Invito il Comune di Jesolo a chiudere i pontili almeno durante la notte e in ogni caso a vigilare maggiormente su
questi fenomeni dato che, tra l’altro, è vietato sostare e tuffarsi dai pontili. Invito anche gli operatori turistici a comunicare ai propri ospiti questo pericolo, e ai bagnini di salvataggio a vigilare sul rispetto del divieto di tuffarsi dai pontili».

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