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"Riina non ha diritto alla libertà. Si pensi alle vittime"

Mirco Schio il poliziotto di Spinea rimasto paralizzato e ora presidente dell'associazione Feriti del dovere si schiera contro la sentenza che spalanca le porte del carcere al boss malato terminale

VENEZIA. «Riina deve restare in carcere. Non ci dovrebbe essere neppure lo spazio per alcun minimo dubbio, nessuna discussione, nessuna farneticazione. Ora lo Stato deve dimostrare senza tentennamenti se davvero sta dalla parte delle Vittime della criminalità e del Dovere oppure no. Perché a queste ultime non si può solo chiedere e mai dare. Perché la giustizia non può essere ridotta a una parola vuota. Perché ad una scelta irremovibile e pervicace, come è stata quella di Riina per la violen ...

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VENEZIA. «Riina deve restare in carcere. Non ci dovrebbe essere neppure lo spazio per alcun minimo dubbio, nessuna discussione, nessuna farneticazione. Ora lo Stato deve dimostrare senza tentennamenti se davvero sta dalla parte delle Vittime della criminalità e del Dovere oppure no. Perché a queste ultime non si può solo chiedere e mai dare. Perché la giustizia non può essere ridotta a una parola vuota. Perché ad una scelta irremovibile e pervicace, come è stata quella di Riina per la violenza, non può che rispondere una altrettanto ferma determinazione nel pretendere che si assuma tutte le sue responsabilità».

Riina, Gratteri contesta la Cassazione: "Un boss come lui comanda anche con gli occhi"

 
«E il diritto delle Vittime a vedere rispettato il loro sacrificio - si infuria Schio - ? E il diritto di Orfani, Vedove, famiglie a vedere rispettato il loro dolore? E il diritto di tutti a un briciolo di sacrosanto impegno per non calpestare ancora più brutalmente la loro e la nostra dignità? E il diritto degli italiani a ottenere una parvenza di giustizia? Basta ipocrisie. Fervicredo non dovrebbe neppure esistere in un Paese che avesse pieno, profondo e totale rispetto per i suoi Servitori che si sono sacrificati per gli altri. Invece siamo costretti a combattere giornalmente per tutelarne i diritti e per ottenere quel minimo di aiuto, rispetto e solidarietà che gli è dovuta. Ma arrivare a dover anche protestare perché si potrebbe scarcerare una belva che ha distrutto senza pietà vite e storie e corpi di tutti indistintamente, dai bambini agli adulti, è davvero oltraggioso e vergognoso. Non possiamo neppure immaginare di trovarci davvero ad affrontare l’incubo di un Riina che varca la cella del carcere lasciandosela alle spalle, strizzando l’occhio ai suoi eterni compari mafiosi e sputando sopra alle tombe di tanti eroi che per noi rappresentano tutto ciò che conta».