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Sfilata anti borseggiatori con le fotografie dei ladri 

“Cittadini non distratti” fino a San Marco con cartelloni, t-shirt e volantini bilingue «Invasione quotidiana, utilizzati anche minori. E le istituzioni stanno a guardare»

I primi piani oscurati dei borseggiatori (ma soprattutto borseggiatrici) tra i più attivi in centro storico messi in bella mostra dai “Cittadini non distratti” che ieri pomeriggio hanno promosso una “sfilata” - così l’hanno chiamata - per ribadire ancora una volta che quello dei furti di portamoneta è un pessimo biglietto da visita per Venezia. «È un’invasione quotidiana, le autrici sono soprattutto donne, spesso incinte. Saranno almeno un centinaio quelle che conosciamo, concentrate soprattutto in stazione. Ma ci sono sempre volti nuovi. Quando le prendono, è ogni volta una sceneggiata», denunciano, «E le istituzioni dove sono? Basterebbero più controlli. Abbiamo chiesto anche un incontro al Patriarca: nessuna risposta».
Le vittime dei borseggi sono il più delle volte turisti che finiscono per essere braccati dal ladro di turno. Ci sono pure minori in azione: anche le loro foto sono state esposte ieri durante la sfilata nei cartelloni che i “Cittadini non distratti” hanno “indossato” come fossero uomini-sandwich. «Stop borseggi e sfruttamento minori» si leggeva sulle t-shirt giallo fluo indossate dai cittadini. E sotto le foto delle borseggiatrici, un messaggio chiaro: «Attenti al tacco».
Ritrovo in campo San Bartolomeo, qualche foto, poi il gruppetto di “Cittadini non distratti” si è sparpagliato per la “sfilata”. Ognuno per una strada diversa ha raggiunto l’area marciana. Hanno attraversato piazza San Marco fino al monumento a Vittorio Emanuele II in Riva degli Schiavoni, con una sosta allo stazio del Molo dove i gondolieri hanno appeso le magliette alla struttura. Durante la sfilata è scattato il volantinaggio: un messaggio in italiano e in inglese a difesa in particolare dei piccoli coinvolti in questo racket. «Ogni giorno arrivano decine di borseggiatrici. Molte di loro sono incinte e altre con neonati “impacchettati” in un marsupio, esposti al sole e al calore», si legge nel volantino, «Queste “signore” spesso usano e sfruttano bambini, con la consapevolezza che non sono perseguibili penalmente, costringendoli a borseggiare ignari turisti».
Gli episodi di borseggio sono decine ogni giorno. E i “Cittadini non distratti” cercano, per quanto possono, di stanare le responsabili. «Stamattina (ieri, ndr) c’erano una quindicina di borseggiatrici all’imbarcadero della stazione. L’altro giorno due gruppi rivali si sono picchiati in vaporetto», raccontano, «Una di noi è stata minacciata da una ladra perché ha avvisato i turisti di stare attenti all’imbarcadero». I “Cittadini non distratti” hanno chiesto al Comune di posizionare cartelli multilingua
agli imbarcaderi e sulle bacheche. «Ma ci hanno detto di no», chiarisce il gruppetto, «Noi andiamo avanti. Perché lo facciamo? È giusto così. Abbiamo visto turisti piangere disperati dopo il furto del portamonete. Che ricordo si porteranno a casa di Venezia?».
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